News - 07 luglio 2026, 17:08

Papa Leone lascia Lampedusa, Schifani: "Giornata storica, la Sicilia c'è". Al Pontefice donata una triscele in ceramica

Il presidente della Regione ha ringraziato gli operatori della Protezione civile per il dispositivo messo in campo. "Stato e Regione hanno lavorato in sintonia, la solidarietà non ha steccati". La commozione della messa al campo sportivo e il commiato all'aeroporto.

Papa Leone lascia Lampedusa, Schifani: "Giornata storica, la Sicilia c'è". Al Pontefice donata una triscele in ceramica

Lampedusa – La giornata si è spenta lentamente, come il sole che tramonta su quel mare che è stato teatro di gioia e di dolore, di arrivi e di addii. E con il calare della sera, anche la visita di Papa Leone XVI all'isola più a sud d'Europa si è conclusa, lasciando però un segno indelebile nel cuore di chi l'ha vissuta. A tracciare il bilancio di queste ore intense, cariche di emozione e di significato, è stato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha voluto incontrare gli operatori della Protezione civile regionale nel Centro operativo avanzato (Coa) dell'aeroporto di Lampedusa, assieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.

"Oggi l'intesa tra Stato e Regione ha funzionato", ha dichiarato Schifani a caldo, con la voce ancora roca per l'emozione. "Abbiamo dimostrato che le istituzioni sanno esserci quando serve, soprattutto di fronte a eventi che sono storici e, allo stesso tempo, complessi sul piano logistico. C'è stata una perfetta sinergia per ripartire le funzioni e garantire il coordinamento: il governo nazionale e il governo regionale hanno lavorato fianco a fianco, senza sovrapposizioni, con un unico obiettivo, la buona riuscita di questa giornata". Parole che suonano come un riconoscimento doveroso verso i circa trecento funzionari e volontari che, giorno e notte, hanno preparato l'isola ad accogliere il Pontefice, curando ogni minimo dettaglio: dalla viabilità alla sicurezza, dai servizi sanitari all'assistenza socio-sanitaria, di cui la Regione era stata designata come coordinatrice.

Ma il pensiero del governatore è andato anche oltre l'evento odierno, a dimostrazione che la macchina della solidarietà in Sicilia non si attiva solo in occasione delle grandi cerimonie. Schifani ha voluto ricordare un episodio che, a suo avviso, rappresenta il vero volto di questa terra e della sua capacità di rispondere alle emergenze. "Nell'aprile del 2023 – ha raccontato – il ministro Piantedosi mi chiamò nottetempo per chiederci supporto in occasione dello sbarco di 1.500 persone. In quella circostanza, la Regione gestì il primo impatto, per poi consentire al governo nazionale di intervenire. Quando si tratta di solidarietà, non possono esserci steccati, né di colore politico, né di competenza territoriale. Il nostro è un Paese serio, che sa coordinarsi e che dà prova di efficienza anche di fronte agli eventi eccezionali". Un richiamo alla responsabilità condivisa che ha trovato eco nel plauso dei presenti, molti dei quali avevano partecipato a quella stessa operazione di accoglienza.

Il presidente ha voluto sottolineare con forza il suo orgoglio per il sistema di Protezione civile regionale, definendolo "un'eccellenza che ha sempre risposto con prontezza alle emergenze del nostro territorio". Non un semplice ringraziamento formale, ma la constatazione di un modello che, tra criticità e risorse limitate, ha saputo costruire nel tempo una cultura dell'intervento e della prevenzione. "Sono orgoglioso di come si è lavorato in questi giorni – ha aggiunto Schifani rivolgendosi direttamente agli operatori – e di come il senso di responsabilità abbia guidato ogni vostra scelta. Oggi la Sicilia ha mostrato il suo volto migliore".

Ma la giornata, per il presidente e per l'intera delegazione istituzionale, non si è esaurita con il sopralluogo al Centro operativo. Il momento più toccante è stato senza dubbio la partecipazione alla messa celebrata da Papa Leone nel campo sportivo di Lampedusa, trasformato per l'occasione in un tempio a cielo aperto. Tra i banchi, a seguire l'intensa e suggestiva celebrazione, c'era anche una rappresentanza della giunta regionale: gli assessori Elvira Amata (Turismo), Alessandro Aricò (Infrastrutture), Giusi Savarino (Territorio) ed Edy Tamajo (Attività produttive). Insieme a migliaia di fedeli, hanno ascoltato le parole del Pontefice, che ha scelto ancora una volta Lampedusa per lanciare un appello alla coscienza dell'Europa, contro l'indifferenza e a favore dell'accoglienza.

Al termine della funzione, Schifani ha accompagnato personalmente il Santo Padre all'aeroporto per il commiato, insieme alla moglie Franca. È stato quel gesto, semplice ma carico di simbolismo, a suggellare il legame tra la Sicilia e il Papa. Prima della partenza, il presidente ha voluto donare a Papa Leone una triscele in ceramica, il simbolo per eccellenza dell'isola, che raffigura le tre gambe curve intorno al volto della Gorgone. Un omaggio che racchiude l'identità profonda di una terra che è crocevia di popoli e culture, e che con questo gesto ha voluto affidare al Pontefice un pezzo del proprio cuore. "È un dono che rappresenta la nostra storia, la nostra fatica e la nostra speranza", ha spiegato Schifani, porgendo il manufatto al Papa, che lo ha ricevuto con un sorriso e un gesto di benedizione.

Il governatore ha poi ringraziato il Pontefice per la forza del messaggio lanciato durante l'omelia, parole che hanno scosso le coscienze e che, ne è certo, continueranno a risuonare ben oltre i confini dell'isola. "Il Santo Padre ha saputo toccare le corde più profonde della nostra umanità – ha dichiarato Schifani a margine del saluto – e la Sicilia, che si è sempre distinta per la sua vocazione all'accoglienza, non poteva che essere il palcoscenico giusto per un messaggio così universale. Siamo onorati di averlo ospitato e certi che questa visita lascerà un solco profondo non solo nei credenti, ma in tutti i cittadini".

Mentre l'aereo papale si alzava in volo, dissolvendosi nel cielo azzurro di Lampedusa, l'isola è tornata lentamente al suo silenzio. Le strade, poco prima gremite di fedeli e curiosi, si sono svuotate, e il vento ha ripreso a portare con sé il rumore delle onde e il profumo del mare. Ma qualcosa, in quelle poche ore, è cambiato per sempre. La visita di Papa Leone ha restituito a Lampedusa la sua dimensione più autentica: non solo avamposto della sofferenza, ma anche luogo di speranza e di rinascita. E il presidente Schifani, con le sue parole e i suoi gesti, ha voluto che questo messaggio restasse impresso nella memoria collettiva, come un monito e, al tempo stesso, una promessa. Perché la Sicilia c'è, e quando si tratta di solidarietà, come ha ricordato lui stesso, "non possono esserci steccati".

Redazione

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