La diagnosi precoce delle patologie neurocognitive è diventata una delle priorità assolute per il sistema sanitario regionale, non solo per il peso clinico di queste malattie, ma per l’impatto devastante che hanno sulla qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari. A ribadirlo con forza è stato l’assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr della Basilicata, Cosimo Latronico, intervenuto a Matera in occasione del convegno scientifico dal titolo “Diagnosi precoce del Disturbo Neurocognitivo Lieve: il ruolo della Medicina Generale nel Piano Demenze Regione Basilicata”.
L’evento, che ha riunito specialisti, medici di famiglia e operatori del settore, si è configurato come un momento cruciale di confronto e aggiornamento professionale, finalizzato a tradurre in pratica operativa le linee guida del Piano Demenze regionale. Al centro del dibattito, il ruolo sempre più strategico della medicina generale, chiamata a fare da sentinella sul territorio per intercettare i primi, subdoli segnali di declino cognitivo.
“La diagnosi precoce rappresenta oggi una delle sfide più importanti per tutelare la qualità della vita delle persone affette da disturbi neurocognitivi e delle loro famiglie”, ha dichiarato Latronico durante il suo intervento. “Per questo la Regione Basilicata sta investendo in modo significativo nella formazione degli operatori, nel rafforzamento della rete territoriale e nell’attuazione del Piano Demenze, con un ruolo sempre più centrale affidato alla medicina generale”.
L’approccio promosso dall’assessore si basa su un cambio di paradigma: non più una sanità reattiva, che interviene quando la malattia è già conclamata, ma un sistema proattivo, capace di intercettare precocemente i bisogni. “L’obiettivo – ha aggiunto Latronico – è intercettare tempestivamente i primi segnali della malattia, favorire percorsi diagnostici appropriati e garantire ai cittadini una presa in carico sempre più integrata tra medici di famiglia, centri specialistici e servizi territoriali”. Un approccio che, come evidenziato dallo stesso assessore, consente non solo di programmare interventi terapeutici e riabilitativi più efficaci, ma anche di offrire un sostegno concreto e tempestivo ai caregiver, spesso schiacciati dal peso psicologico e organizzativo della gestione quotidiana del malato.
Il convegno di Matera si inserisce in un percorso più ampio di innovazione dei percorsi assistenziali. La crescita costante delle patologie neurodegenerative, legata anche all’invecchiamento della popolazione, impone infatti risposte organizzative sempre più qualificate e strutturate. La Basilicata, in questo senso, sta cercando di colmare il divario tra ospedale e territorio, puntando su una rete di servizi diffusi che possa ridurre le liste d’attesa e avvicinare le cure ai cittadini, soprattutto in quelle aree interne e montane dove l’accesso alle strutture specialistiche è storicamente più difficoltoso.
“La crescita delle patologie neurodegenerative impone risposte organizzative sempre più qualificate – ha proseguito Latronico –. La Regione continuerà a sostenere iniziative di formazione, sensibilizzazione e innovazione dei percorsi assistenziali, affinché nessun paziente e nessuna famiglia siano lasciati soli davanti alla malattia. Investire nella prevenzione, nella conoscenza e nella rete dei servizi significa costruire una sanità più vicina alle persone e capace di rispondere ai bisogni di una popolazione che cambia”.
Le dichiarazioni dell’assessore trovano concretezza nel Piano Demenze regionale, che prevede un potenziamento delle Unità di Valutazione Alzheimer (UVA) e dei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD), ma anche un programma capillare di aggiornamento per i medici di medicina generale. Proprio questi ultimi, grazie al rapporto di fiducia e continuità assistenziale con i pazienti, rappresentano l’anello di congiunzione fondamentale per ridurre i tempi di diagnosi, che spesso ancora oggi si attestano su ritardi superiori ai due anni dall’insorgenza dei primi sintomi.
La scelta di Matera come sede del convegno non è casuale. Il capoluogo lucano, che ha vissuto una straordinaria rinascita culturale e sociale in occasione di Matera 2019, si conferma anche laboratorio di innovazione sociale e sanitaria, ponendosi come crocevia di dibattiti scientifici di alto profilo. Il confronto tra esperti ha permesso di mettere a fuoco le migliori pratiche internazionali per la diagnosi precoce del Disturbo Neurocognitivo Lieve (MCI), una fase intermedia tra il normale invecchiamento e la demenza conclamata, in cui un intervento tempestivo può fare la differenza nel rallentare la progressione della malattia.
L’impegno della Regione, come sottolineato da Latronico, si tradurrà in un continuo sostegno a iniziative di sensibilizzazione e in un potenziamento delle risorse umane e strumentali dedicate. L’obiettivo dichiarato è quello di superare la frammentazione dell’offerta sanitaria, costruendo un modello di “sanità di prossimità” che ponga al centro la persona e la sua rete familiare, garantendo equità di accesso alle cure su tutto il territorio regionale. La strada è tracciata, e la medicina generale è chiamata a giocare la sua partita più importante: quella della prevenzione e della cura tempestiva, per restituire dignità e speranza a chi affronta il percorso difficile della malattia neurocognitiva.




