News - 26 giugno 2026, 14:02

Dipendenze, la Basilicata rilancia la sfida: prevenzione e rete per governare il cambiamento

L'assessore Latronico al convegno di Matera: "Serve un'azione corale che superi l'isolamento delle istituzioni". Riattivato il Tavolo Tecnico regionale, in attuazione il Piano Triennale 2025/2027 con nuove assunzioni nei Ser.D e potenziamento della medicina di prossimità

Dipendenze, la Basilicata rilancia la sfida: prevenzione e rete per governare il cambiamento

Si è tenuto a Matera il convegno "Governare il cambiamento nelle dipendenze", organizzato dalla Comunità Terapeutica "Casa dei Giovani", fondata da don Salvatore Lo Bue. Un'occasione per fare il punto su un fenomeno in continua evoluzione, che richiede risposte sempre più articolate e una rete di soggetti capaci di agire in sinergia. A portare il saluto e l'impegno della Regione Basilicata è stato l'assessore alla Sanità, Cosimo Latronico, che ha tracciato le coordinate dell'azione regionale in materia di contrasto alle dipendenze, sottolineando l'urgenza di un approccio integrato e innovativo.

"Oggi le problematiche – ha dichiarato Latronico – spaziano dalle droghe sintetiche alle dipendenze digitali precoci, fino alla ludopatia. Per governare questo cambiamento serve un approccio flessibile, innovativo e un'azione corale". Una consapevolezza che spinge la Regione a muoversi su più fronti, a partire dal rafforzamento della rete territoriale. La strategia lucana si fonda su tre pilastri: la prevenzione primaria, il potenziamento dei servizi per le cure e la costruzione di una rete comunitaria solida e diffusa.

Al centro dell'azione regionale c'è il Piano Triennale sulle Dipendenze 2025/2027, attualmente in piena attuazione, sostenuto da risorse importanti destinate sia al potenziamento del personale nei Ser.D. (Servizi per le Dipendenze) sia ad azioni concrete di cura. Un segnale tangibile dell'attenzione che la Regione intende riservare a un settore cruciale per la salute pubblica, in cui la domanda di intervento è in costante crescita e si diversifica in forme sempre nuove.

Ma per bloccare sul nascere l'insorgere delle patologie legate alle dipendenze, è sulla prevenzione primaria che si gioca la partita più importante. Intercettare il disagio giovanile nei suoi contesti naturali di sviluppo – scuole, centri di aggregazione, famiglie – diventa quindi una priorità strategica. In questa direzione si inserisce il Piano strategico per la promozione della salute nella scuola, finanziato nell'ambito del Piano Regionale della Prevenzione. L'obiettivo è sviluppare nei giovani l'autostima e la capacità di resistere alle pressioni sociali, aumentando la percezione del rischio verso droghe e alcol, in un'ottica di educazione alla salute che accompagni le nuove generazioni nel loro percorso di crescita.

"Le nostre strategie – ha proseguito Latronico – si inseriscono nella riorganizzazione della sanità lucana verso una medicina di prossimità efficace". Un cambiamento che passa attraverso l'integrazione dei servizi sanitari e sociali e la valorizzazione delle Case di Comunità, luoghi fisici e simbolici in cui la cura si fa prossimità e si prende carico dell'individuo direttamente nel suo contesto familiare. Curare una dipendenza, ha ricordato l'assessore, significa attuare una presa in carico globale, restituendo alla persona dignità, autonomia e un reale reinserimento sociale e lavorativo.

Fondamentale, in questo quadro, il ruolo della rete. La Regione Basilicata ha infatti riattivato il Tavolo Tecnico regionale sulle dipendenze, uno strumento di co-programmazione e analisi dei reali fabbisogni che coinvolge tutti gli attori del territorio. L'obiettivo è costruire una cabina di regia permanente che permetta di condividere conoscenze, risorse e buone pratiche, superando l'isolamento delle singole istituzioni.

"Il contrasto alle dipendenze – ha sottolineato Latronico – richiede un'azione corale che superi l'isolamento delle singole istituzioni. La sinergia tra la Regione Basilicata, le autorità locali come Prefettura e Questura, le realtà ecclesiali, l'Azienda Sanitaria di Matera e gli enti del Terzo Settore, come la Comunità Terapeutica Casa dei Giovani fondata da don Salvatore Lo Bue, rappresenta la giusta direzione per costruire una rete di protezione comunitaria solida ed efficace". Un messaggio chiaro: nessuno può fare da solo, e solo lavorando insieme si può governare un cambiamento che investe la società nel profondo.

Il convegno di Matera ha rappresentato un momento importante di confronto e riflessione, ma anche un'occasione per rilanciare l'impegno comune. Le nuove dipendenze, dai social network alle sostanze sintetiche, passando per il gioco d'azzardo patologico, richiedono competenze specialistiche e risposte tempestive. La Basilicata, con il suo Piano Triennale e la riorganizzazione dei servizi, si candida a essere laboratorio di buone pratiche, dove la sanità pubblica e il Terzo Settore camminano fianco a fianco per restituire speranza e futuro a chi vive il dramma della dipendenza.

Il percorso è tracciato. Ora si tratta di continuare a investire su formazione, prevenzione e cura, consapevoli che ogni dipendenza è una storia a sé, e che solo un approccio personalizzato e multidimensionale può restituire alle persone la possibilità di guardare avanti. Con la rete che si stringe intorno a chi soffre, e con le istituzioni che fanno la loro parte, la Basilicata prova a vincere la sfida più difficile: quella della ricostruzione di legami sociali e comunitari come antidoto alla solitudine e al vuoto che spesso sono all'origine delle dipendenze.

Redazione

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