News - 25 giugno 2026, 14:31

Generazione Z e denaro: social network come banchi di scuola, ma solo un giovane su tre è finanziariamente alfabetizzato

Presentata al Senato la ricerca AIEF–Value Partners: oltre il 60% dei nati tra il 1997 e il 2012 impara economia dai creator online, mentre l'Italia si conferma tra i fanalini di coda dell'area OCSE per competenze di base

Generazione Z e denaro: social network come banchi di scuola, ma solo un giovane su tre è finanziariamente alfabetizzato

Roma. Una generazione che maneggia il denaro sempre più presto, ma che continua a navigare a vista in un mare di informazioni spesso poco affidabili. È il quadro in chiaroscuro che emerge dalla ricerca "Educazione finanziaria a ritmo della Gen Z", presentata oggi al Senato della Repubblica nel corso del convegno "Educazione finanziaria e giovani. Comprendere la Gen Z per costruire il futuro" .

L'indagine, condotta da Value Partners in collaborazione con AIEF – Associazione Italiana Educatori Finanziari, ha analizzato valori, comportamenti e aspettative della generazione nata tra il 1997 e il 2012, fotografando un divario preoccupante tra autonomia economica e competenze effettive . Solo il 35% dei giovani italiani della Gen Z possiede competenze finanziarie di base, un dato che colloca l'Italia tra gli ultimi Paesi dell'area OCSE per alfabetizzazione finanziaria giovanile .

Un dato che assume contorni ancora più critici se si considera che la Gen Z entra sempre prima nel mondo delle decisioni economiche. Il 42% dei giovani utilizza già piattaforme di investimento digitale, mentre il 22% genera reddito in modo autonomo, spesso attraverso attività digitali, freelance o nella creator economy . "I giovani necessitano di questa educazione per imparare a gestire correttamente i risparmi e i flussi di cassa che, rispetto alle generazioni passate, iniziano a maneggiare molto precocemente", ha sottolineato Gabor David Friedenthal, Managing Director di Value Partners .

La ricerca mette in luce un paradosso contemporaneo: se da un lato i canali tradizionali di formazione faticano a raggiungere i giovani, dall'altro i social network stanno assumendo un ruolo centrale nella loro educazione economico-finanziaria. Oltre il 60% dei giovani dichiara di apprendere nozioni economiche e finanziarie attraverso social network, creator digitali e community online . Un fenomeno che preoccupa gli esperti: "I giovani sono sommersi di informazioni, ma spesso cercano consigli sui social media, dove rischiano di imbattersi in realtà molto pericolose, oppure si rivolgono ad amici e familiari in contesti dove talvolta manca una solida cultura finanziaria", ha avvertito Nunzio Lella, presidente di AIEF .

La famiglia continua comunque a rappresentare uno dei principali punti di riferimento nelle scelte economiche, ma il dato allarmante è che in Italia i ragazzi parlano meno di denaro in famiglia rispetto ad altri Paesi: più del 40% degli studenti italiani afferma di non discutere mai o raramente con i genitori di argomenti economici .

Nonostante le lacune evidenziate, la Gen Z mostra una forte consapevolezza dei propri limiti e manifesta una domanda crescente di formazione. Tra le caratteristiche più richieste ai fornitori di servizi finanziari figurano strumenti di controllo delle spese, contenuti di educazione finanziaria, maggiore trasparenza e servizi personalizzati .

"Portare al Senato il tema dell'educazione finanziaria dei giovani significa riconoscere una priorità per il futuro del Paese", ha dichiarato il Senatore Dario Damiani, promotore dell'iniziativa. "La Gen Z prende decisioni economiche in un contesto sempre più digitale e complesso, spesso senza strumenti adeguati. I dati indicano un divario da colmare e una grande opportunità: rendere l'educazione finanziaria una competenza concreta, diffusa e accessibile" .

La sfida, secondo gli esperti, è ripensare i modelli formativi. "Oggi non basta trasferire nozioni: occorre costruire percorsi che parlino il linguaggio dei giovani, che utilizzino strumenti digitali, esempi concreti e un approccio partecipativo. L'educazione finanziaria deve diventare un'abilità di vita", ha concluso Lella . Un messaggio che interpella non solo le istituzioni scolastiche, ma anche banche e operatori finanziari, chiamati a ripensare la propria offerta per costruire una relazione di fiducia con i clienti di domani .

Redazione

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