News - 23 giugno 2026, 10:00

L'Intelligenza artificiale nei bilanci ESG

Verso una nuova frontiera della rendicontazione green

L'Intelligenza artificiale nei bilanci ESG

Nel panorama professionale del 2026, la figura del commercialista si trova ad affrontare una sfida senza precedenti: l'integrazione dell'Intelligenza Artificiale (AI) nei rendiconti di sostenibilità. Quello che fino a pochi anni fa era considerato un tema puramente tecnologico, oggi è diventato un pilastro fondamentale dei bilanci ESG (Environmental, Social, Governance), richiedendo una precisione analitica e una trasparenza normativa del tutto nuove.

L'Impatto Ambientale dell'AI diventa uno degli aspetti più rilevanti emersi all'inizio del 2026 e riguarda l'inserimento di un capitolo specifico sui consumi dei data center all'interno del bilancio di sostenibilità. Non possiamo più ignorare che l'efficienza degli algoritmi ha un costo fisico tangibile. Secondo le analisi più recenti, l'impatto ambientale dell'AI si declina in tre direttrici critiche:

  • Consumo energetico: L'enorme richiesta di elettricità per alimentare i server genera emissioni di CO2 che devono essere accuratamente rendicontate.
  • Risorse idriche: L'utilizzo di acqua per il raffreddamento dei data center è diventato un indicatore di sostenibilità essenziale.
  • Capitoli autonomi: È ormai imminente una regolamentazione europea che renderà l'uso dell'AI un capitolo indipendente e obbligatorio nei bilanci green.

La Dimensione Sociale e il Rischio di Bias fa si che come esperti contabili, siamo chiamati a vigilare anche sulla "S" di Social. Il rischio principale è il cosiddetto bias algoritmico. Un sistema di AI utilizzato per la selezione del personale o per la valutazione del merito creditizio può produrre risultati distorti se i dati di addestramento riflettono pregiudizi storici. In questo contesto, il GDPR (articolo 22) rimane un baluardo fondamentale, garantendo ai cittadini il diritto di non essere sottoposti a decisioni basate esclusivamente su processi automatizzati.

Governance e Responsabilità,a questo punto chi  Chi Decide?Il versante della Governance è forse il punto più delicato per la nostra professione. La domanda centrale che emerge dai nuovi osservatori, come l'Osservatorio Gasperini dell'Aiaf, è: chi è il responsabile in azienda delle decisioni prese da un algoritmo?
L'EU AI Act introduce obblighi precisi:

  1. Sistemi di gestione del rischio strutturati.
  2. Registrazione puntuale dei processi decisionali.
  3. Audit periodici obbligatori.

In Italia, l'articolo 239 del Codice Civile richiama gli amministratori al dovere di vigilanza. La raccomandazione per le imprese è la creazione di un comitato interno di AI Governance, possibilmente collegato all'organo di controllo ESG, per mitigare i rischi legali e reputazionali.

Verso il Decennio Digitale 2030 occorre tenere in considerazione quanto segue :L'integrazione dell'AI nei conti green si inserisce nel più ampio quadro dell'Eu 2030 Digital Compass, che punta a infrastrutture digitali sicure, sostenibili e resilienti. La trasformazione digitale delle imprese non è più un'opzione, ma un percorso normato che mette al centro i diritti della persona e la trasparenza.

Pertanto, per noi professionisti, il bilancio ESG del 2026 non è più solo una raccolta di dati ambientali, ma una fotografia complessa dell'etica tecnologica dell'azienda.

Andrea Nano

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