Le regole per le Partite IVA nel 2026 si basano su stabilizzazioni e proroghe strategiche. La Legge di Bilancio 2026 conferma la soglia derogatoria per chi cumula la Partita IVA agevolata con un reddito da lavoro dipendente o pensione. L’ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa) consolida la sua struttura a regime tramite la Legge n. 213/2023, le cui direttive operative per l'anno in corso sono state declinate dalla recente Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026. A completare il quadro normativo intervengono la semplificazione delle scadenze per l'IVA in reverse charge, il divieto ormai reso strutturale di fatturazione elettronica per i professionisti sanitari verso i privati, e i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate (Risposta n. 87/2026) sulla tenuta del Concordato Preventivo Biennale (CPB).
I nuovi parametri e le scadenze fiscali
I requisiti quantitativi si aggiornano, introducendo precisi paletti per l'azione dei professionisti:
Regime Forfettario e CPB: Resta confermato il limite di fatturato a 85.000 euro. Un incasso superiore comporta l'uscita dal regime l'anno successivo, ma superare i 100.000 euro determina l'espulsione immediata. Tuttavia, per chi ha aderito al Concordato Preventivo Biennale, l'accordo fiscale decade solo se si superano i 150.000 euro (il limite ordinario maggiorato del 50%).
Domanda ISCRO: La finestra sul portale INPS è aperta dal 15 giugno al 31 ottobre 2026. Spetta agli iscritti esclusivi alla Gestione Separata con Partita IVA attiva da almeno 3 anni. Il requisito cardine è un reddito 2025 inferiore al 70% della media del biennio 2023-2024 e che non superi i 12.749,18 euro.
Importo dell'assegno: L'indennità, erogata per 6 mesi, corrisponde al 25% su base semestrale della media dei redditi, oscillando da un minimo di 255,53 euro a un massimo di 817,69 euro mensili.
Reverse Charge: Il versamento dell'IVA in inversione contabile sui servizi digitali esteri (come Google o Meta Ads) diventa trimestrale, con scadenze fisse per l'F24: 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio.
Gli impatti pratici sui professionisti
Nella pratica lavorativa, i cambiamenti del 2026 ridisegnano la sezione fiscale e amministrativa. La proroga del limite a 35.000 euro per il lavoro dipendente o assimilato è fondamentale, permette a molti forfettari dall'esclusione automatica che sarebbe scattata con il ripristino della vecchia soglia a 30.000 euro. Il reverse charge trimestrale alleggerisce notevolmente la burocrazia per chi si affida a software internazionali, riducendo gli appuntamenti con il fisco. L'ISCRO si conferma un salvagente prezioso ma altamente selettivo. La nuova regola esclude a priori chi ne ha già beneficiato nel 2024 o nel 2025, stringendo notevolmente la platea dei potenziali richiedenti. Di contro, l'accesso è snellito dal fatto che la formazione professionale non rappresenta più un vincolo bloccante, ma si trasforma in una misura di accompagnamento. Infine, massima attenzione agli incrementi di fatturato improvvisi: sfondare il tetto dei 100.000 euro significa dover applicare immediatamente l'IVA in fattura e ricalcolare l'intero anno d'imposta con la tassazione ordinaria IRPEF. Solo l'adesione al CPB funge da vero e proprio "scudo", garantendo la stabilità dell'accordo fiscale concordato fino a picchi di 150.000 euro effettivi.




