Matera diventa per un giorno la capitale del dialogo tra Europa e territori. Si è svolto oggi nella città dei Sassi il Forum sulla Programmazione agricola comune post 2027, e il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha aperto i lavori con un messaggio chiaro e netto: senza il protagonismo delle regioni, la nuova Politica Agricola Comune rischia di essere sorda ai bisogni reali.
«L'Europa ha bisogno dei territori per essere più forte, più vicina ai cittadini e più efficace nelle sue scelte – ha dichiarato Bardi –. Senza il contributo delle regioni non c'è una reale capacità di interpretare i bisogni e riconoscere le differenze».
Il presidente lucano ha elencato le grandi sfide che la Pac post 2027 dovrà necessariamente affrontare: cambiamenti climatici, sicurezza alimentare, competitività delle imprese agricole, gestione delle risorse idriche, ricambio generazionale e tenuta delle aree interne. Sei nodi cruciali che, per essere sciolti, richiedono un ascolto attento e capillare dei territori, non soluzioni calate dall'alto.
Per Bardi, l'agricoltura non è un comparto come un altro. «Non è soltanto un settore economico – ha spiegato –. È identità, presidio del territorio, tutela dell'ambiente, sicurezza alimentare e coesione sociale». E in una regione come la Basilicata, fatta di aree interne, produzioni di qualità e comunità che resistono nei territori rurali, l'agricoltura rappresenta una risorsa strategica e un elemento essenziale dello sviluppo.
Il passaggio chiave del suo intervento è stato dedicato al ruolo istituzionale delle regioni. Secondo Bardi, gli enti regionali rappresentano il punto di contatto naturale tra le politiche europee e i bisogni concreti delle imprese e delle comunità. Senza il loro contributo – ha avvertito – non si dà piena coesione, non si garantisce un'equa distribuzione delle opportunità e delle risorse, non si interpretano correttamente le differenze territoriali.
Il forum di Matera non è stato solo un momento di confronto tecnico, ma anche un atto politico. Bardi ha voluto sottolineare il valore simbolico della location: costruire una visione condivisa che parta dal Mezzogiorno e dal Mediterraneo per contribuire alle scelte dell'Europa di domani. Un'ambizione che trasforma la Basilicata da regione periferica a laboratorio di proposte per il futuro della politica agricola europea.
L'appuntamento è ora ai prossimi tavoli di Bruxelles, dove le parole di Bardi dovranno tradursi in atti. Ma il messaggio è già partito: senza territori ascoltati, non c'è Europa che tenga.




