Il Castello di Melfi, uno dei simboli più imponenti della storia normanno-sveva in Basilicata, apre le sue porte a una nuova forma di accessibilità. Non più solo abbattimento di gradini e barriere fisiche, ma attenzione alle parole, ai linguaggi e ai bisogni dei più piccoli. Questa mattina è stata presentata ufficialmente la “Super – Guida Inclusiva per visitare il Castello di Melfi”, uno strumento pensato per accompagnare bambini e ragazzi con bisogni educativi speciali alla scoperta del maniero federiciano.
L’iniziativa rientra nel più ampio progetto “Tuttifrutti – Semi di Autonomia”, illustrato dalla project designer Renata Coviello, e punta a costruire percorsi territoriali capaci di favorire l’autodeterminazione dei minori più fragili. A fare da cornice all’evento, una speciale visita guidata inclusiva all’interno delle storiche mura del castello, insieme alla direttrice del Museo Archeologico Nazionale “Massimo Pallottino”, Erminia Lapadula. Presente anche l’associazione StellABA, che ha portato la voce delle famiglie e dei professionisti del terzo settore.
A dare il via ufficiale ai lavori è stato l’assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Cosimo Latronico. «L’inclusione e l’accessibilità non si limitano all’abbattimento delle barriere architettoniche – ha dichiarato – ma passano innanzitutto dal superamento delle barriere cognitive e comunicative». Per Latronico, integrare cultura, politiche sociali e tutela delle fragilità rappresenta «una priorità della Regione Basilicata».
La guida, scritta dall’autrice Valentina Garripoli, adotta un linguaggio semplice e studiato su misura per semplificare la comprensione storica e architettonica del castello. L’obiettivo è trasformare la visita in un’esperienza stimolante e priva di frustrazioni, restituendo ai piccoli visitatori con bisogni speciali le chiavi per esplorare il patrimonio culturale in piena autonomia. «Strumenti come questo – ha aggiunto l’assessore – offrono un supporto concreto alle famiglie e favoriscono l’inserimento attivo dei minori nella comunità».
L’approccio del progetto guarda al benessere psicologico e relazionale come a un investimento a lungo termine. «Strutturare simili percorsi culturali significa investire sul benessere dei nostri cittadini più piccoli, non lasciando mai nessuno indietro», ha concluso Latronico, ringraziando tutti gli attori coinvolti «per aver piantato questo seme di autonomia».
La “Super Guida” non è dunque solo un opuscolo informativo, ma un vero e proprio alleato terapeutico e sociale. Un modello che la Basilicata prova a esportare, dimostrando come il patrimonio culturale possa diventare leva di coesione, identità e crescita inclusiva. La sfida, ora, è fare di questo seme una pianta capace di estendersi ad altri luoghi della regione.




