News - 07 giugno 2026, 15:59

Catania, il Museo dell'Etna nell'ex ospedale Vittorio Emanuele: lavori all'80%, apertura entro il 2026

L'assessore Aricò: «Restituiamo alla città un immobile storico con una nuova funzione. Sarà la porta d'ingresso al vulcano patrimonio Unesco»

Catania, il Museo dell'Etna nell'ex ospedale Vittorio Emanuele: lavori all'80%, apertura entro il 2026

Il futuro Museo dell'Etna prende forma all'interno delle mura dell'ex ospedale Vittorio Emanuele di Catania. I lavori di riqualificazione dello storico edificio, finanziati dalla Regione Siciliana con 25 milioni di euro complessivi, procedono a ritmo serrato. Le opere edilizie sono completate all'80% e, nonostante un lieve slittamento rispetto alla scadenza originaria di agosto dovuto ad alcuni imprevisti legati all'antichità della struttura, il cantiere dovrebbe chiudersi entro la fine del 2026.

A gestire l'intervento, per un importo di 14 milioni di euro, è il dipartimento regionale Tecnico dell'assessorato alle Infrastrutture tramite il Genio civile di Catania, che opera come stazione appaltante. L'impresa esecutrice, il Consorzio Medil con Icoser, mantiene costantemente in cantiere circa 40 operai. La predisposizione degli impianti è quasi ultimata, mentre il restauro delle facciate lato est e sud è già concluso, con interventi di pulizia, stuccatura e ricomposizione degli elementi in pietra, stipiti e cornicioni. La terrazza panoramica che regalerà una vista mozzafiato sull'Etna e sul porto di Catania è in fase avanzata di completamento. La direzione dei lavori e il progetto esecutivo sono affidati allo Studio Guicciardini e Magni di Firenze, specializzato in architettura museale.

Ma il cantiere non si ferma alla ristrutturazione edile. Il Genio civile di Catania sta già predisponendo l'affidamento del progetto di allestimento, del valore di circa 3,5 milioni di euro, in modo da avviare l'esecuzione delle opere multimediali immediatamente dopo la conclusione dei lavori strutturali, garantendo così la continuità dell'intervento. A supporto di questa fase è stato costituito un apposito comitato tecnico-scientifico che affiancherà i progettisti e il Responsabile Unico del Procedimento.

Il progetto coinvolge un ampio network di enti e istituzioni: il Comune e l'Università di Catania, l'Arcidiocesi, l'Ingv, il Parco dell'Etna, la Soprintendenza per i beni culturali, il Teatro Massimo Bellini, l'Archeoclub d'Italia e gli Ordini di ingegneri e architetti. Un fronte compatto che testimonia la rilevanza strategica dell'operazione.

«Lavoriamo in perfetta sinergia con le istituzioni del territorio – sottolinea l'assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò – per restituire a Catania un immobile storico, completamente riqualificato e destinato a una nuova funzione. Il progetto va avanti sostanzialmente nei tempi previsti». Per Aricò, il museo rappresenta molto più di un contenitore culturale: «Si integrerà con altri interventi di recupero e rilancio in polo culturale e scientifico di un grande plesso non più idoneo a ospitare presidi sanitari. Diventerà il fulcro del rilancio urbano di un'intera area del centro antico. E si proporrà come la vera "porta" di ingresso a un bene naturale e paesaggistico già patrimonio dell'Unesco: il vulcano Etna».

Nel più ampio progetto di rigenerazione dell'intero polo ex ospedaliero, l'Ateneo di Catania sta già ristrutturando altri immobili per la didattica e la residenzialità universitaria. Resta da avviare la demolizione dei fabbricati privi di rilevanza storica, un passaggio chiave per ricreare l'antica connessione tra il sito monumentale dell'ex Monastero dei Benedettini e il parco dell'ex presidio ospedaliero. Un sogno antico che, anno dopo anno, diventa realtà.

Redazione

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