News - 04 giugno 2026, 10:00

Eudr, meno burocrazia per le filiere europee: come cambiano costi e obblighi

La revisione del regolamento europeo contro la deforestazione alleggerisce gli obblighi, ma impone nuovi standard di tracciabilità a importatori e primi operatori della catena

Eudr, meno burocrazia per le filiere europee: come cambiano costi e obblighi

L’Europa riscrive in parte il perimetro operativo dell’Eudr, il regolamento contro la deforestazione destinato a incidere sulle filiere di approvvigionamento di legno, cacao, caffè, gomma, bovini, palma da olio e soia. Dopo mesi di confronto con associazioni industriali e operatori economici, la Commissione Europea ha pubblicato chiarimenti interpretativi che riducono gli oneri amministrativi per una parte consistente delle imprese coinvolte, limitando l’obbligo pieno di due diligence ai primi operatori della filiera, cioè ai soggetti che effettuano l’importazione o immettono per primi il prodotto nel mercato comunitario. Un passaggio che modifica il peso economico dell’adeguamento normativo e riduce l’impatto atteso su aziende della trasformazione, esportatori e operatori a valle.

Scadenze confermate, obblighi sui primi operatori

Il calendario di applicazione del regolamento resta invariato: dal 30 dicembre 2026 scatteranno gli obblighi per grandi e medie imprese, mentre micro e piccole attività dovranno adeguarsi dal 30 giugno 2027, con alcune eccezioni per i prodotti già soggetti al precedente regime Eutr. La novità più rilevante riguarda però la distribuzione delle responsabilità lungo la supply chain. Se nella fase iniziale del dibattito industriale l’Eudr era stato interpretato come un sistema di controllo esteso a tutti gli anelli della catena produttiva, le nuove FAQ della Commissione chiariscono che la dichiarazione di dovuta diligenza ricade esclusivamente sul primo operatore. Per gli attori a valle restano obblighi di conservazione documentale e tracciabilità dei riferimenti ricevuti dai fornitori, riducendo la duplicazione degli adempimenti e i costi amministrativi collegati.

Dalla compliance ai costi: l’effetto economico sulle filiere produttive

L’alleggerimento interpretativo viene considerato strategico soprattutto per comparti a elevata frammentazione produttiva, dal legno-arredo al tessile fino all’agroalimentare, dove la moltiplicazione degli obblighi rischiava di tradursi in un aumento strutturale dei costi. Secondo le stime richiamate da FederlegnoArredo, il pacchetto di semplificazioni e chiarimenti potrebbe ridurre del 75% i costi annuali di conformità, scesi da circa 8,1 miliardi di euro ipotizzati all’entrata in vigore del regolamento nel 2023 a circa 2 miliardi. Restano tuttavia investimenti necessari in sistemi di tracciabilità, raccolta dati e verifica dei fornitori, perché il divieto di commercializzare merci riconducibili a terreni deforestati dopo il 31 dicembre 2020 resta invariato, così come il sistema sanzionatorio che prevede multe fino al 4% del fatturato annuo per le violazioni accertate.

Mario Gentile

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