News - 03 giugno 2026, 14:36

Piante officinali, Cicala: «Una nuova leva di sviluppo per la Basilicata»

L’assessore regionale all’Agricoltura ha inaugurato a Sant’Arcangelo il Distretto del Cibo del settore. In regione 200 ettari coltivati e oltre 30 specie. In arrivo l’aggiornamento della legge del 1978

Piante officinali, Cicala: «Una nuova leva di sviluppo per la Basilicata»

Sant’Arcangelo (Potenza) – La biodiversità agricola della Basilicata non è soltanto un patrimonio da custodire, ma può trasformarsi in una concreta opportunità di sviluppo, innovazione e reddito per le imprese locali. A sostenerlo è l’assessore regionale alle Politiche agricole, alimentari e forestali, Carmine Cicala, intervenuto a Sant’Arcangelo in occasione dell’XI edizione delle “Giornate della Biodiversità di interesse agricolo e alimentare della Basilicata – Progetto Custodi della Basilicata”. L’evento, promosso dal Dipartimento Politiche Agricole della Regione, da ALSIA e dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, ha fatto da cornice alla presentazione del Distretto del Cibo delle piante officinali e delle erbe aromatiche della Basilicata.

Negli ultimi anni, il comparto ha registrato una crescita progressiva e costante. Oggi in Basilicata sono circa 200 gli ettari coltivati a piante officinali e aromatiche, con oltre 30 specie presenti sul territorio. Le applicazioni spaziano dal settore fitoterapico a quello cosmetico, alimentare e della trasformazione. Un patrimonio che, secondo Cicala, rappresenta una risorsa strategica soprattutto per le aree interne della regione.

«Le piante officinali e le erbe aromatiche – ha spiegato l’assessore – possono costituire un’importante integrazione di reddito per molte aziende agricole lucane, soprattutto nelle aree interne, dove servono produzioni sostenibili, ad alto valore aggiunto e capaci di creare nuove opportunità economiche senza alterare l’equilibrio ambientale dei territori».

L’assessore ha voluto sottolineare anche il ruolo fondamentale svolto da ALSIA, l’Agenzia lucana per lo sviluppo e l’innovazione in agricoltura, nell’accompagnamento tecnico e scientifico delle imprese. Il direttore generale Michele Blasi, presente all’incontro, ha aggiunto: «La filiera delle piante officinali rappresenta una grande opportunità per la Basilicata e possiede ancora ampi margini di crescita, perché mette insieme competenze, imprese e territori attorno a produzioni innovative e sostenibili. Come Alsia continueremo a lavorare per accompagnare le aziende agricole nei processi di innovazione, valorizzazione delle produzioni e sviluppo delle competenze».

Un passaggio fondamentale per il futuro del settore è rappresentato dalla costituzione del Distretto del Cibo. «Questo strumento – ha evidenziato Cicala – consente di mettere in rete produttori, trasformazione, ricerca, competenze e promozione territoriale. Oggi la sfida vera è costruire filiere organizzate e competitive capaci di stare sul mercato valorizzando identità e qualità».

Non meno rilevante è il fronte normativo. L’assessore ha ricordato che la Basilicata dispone di una legge regionale sulle piante officinali risalente al 1978, oggi inadeguata rispetto all’evoluzione del comparto e al quadro nazionale introdotto con il Testo Unico del 2018. «In questa direzione – ha annunciato Cicala – è già in corso un lavoro di approfondimento tecnico attraverso gli uffici dell’ALSIA e del Dipartimento Politiche Agricole, con l’obiettivo di costruire un percorso condiviso che possa proseguire anche attraverso il contributo del Consiglio regionale. Adeguare il quadro normativo significa creare condizioni più moderne e favorevoli allo sviluppo della filiera».

Cicala ha concluso con un impegno preciso: «La Regione Basilicata continuerà a sostenere percorsi che aiutino le aziende agricole a innovarsi, diversificare le produzioni e trasformare il patrimonio di biodiversità della nostra terra in una leva concreta di crescita economica e occupazionale». Un messaggio chiaro, che da Sant’Arcangelo lancia una sfida ambiziosa: fare del settore officinale un pilastro dell’economia agricola lucana, capace di coniugare sostenibilità ambientale e sviluppo rurale.

Redazione

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