News - 29 maggio 2026, 10:55

Modello cooperativo in Sicilia, Tamajo: «Così si crea valore economico e coesione sociale»

L’assessore alle Attività produttive agli Stati generali della cooperazione: «Le cooperative arrivano dove altri modelli si fermano, tengono vive le comunità»

Modello cooperativo in Sicilia, Tamajo: «Così si crea valore economico e coesione sociale»

Palermo – «Le cooperative siciliane dimostrano ogni giorno che è possibile fare impresa creando valore economico e, allo stesso tempo, coesione sociale. È un modello che parla di lavoro, comunità e sviluppo vero dei territori». Con queste parole l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, ha aperto il suo intervento agli Stati generali della cooperazione siciliana, svoltisi oggi a Palermo. L’iniziativa è stata promossa dalle principali organizzazioni cooperative dell’Isola, riunite per tracciare le prospettive future di un settore che in Sicilia rappresenta una realtà economica e sociale di primissimo piano.

Secondo Tamajo, il modello cooperativo siciliano non si limita a generare profitto, ma produce un impatto positivo sulle comunità, specialmente nelle aree più fragili e periferiche della regione. «La cooperazione – ha sottolineato l’assessore – spesso arriva dove altri modelli economici si fermano. Tiene vive le comunità, sostiene le famiglie, crea occasioni per i giovani e contribuisce a dare stabilità al tessuto produttivo siciliano».

Un riconoscimento che arriva in un momento delicato per l’economia dell’Isola, alle prese con sfide storiche come la disoccupazione giovanile, il divario infrastrutturale e la necessità di attrarre investimenti. Proprio in questo contesto, le imprese cooperative si rivelano uno strumento efficace per generare sviluppo dal basso, valorizzando le risorse locali e favorendo la partecipazione attiva dei lavoratori.

Nel corso dell’incontro, Tamajo ha voluto evidenziare i numeri e il ruolo strategico del settore cooperativo nell’economia siciliana. Pur senza fornire dati puntuali nel suo discorso, l’assessore ha ricordato come le cooperative siano attive in molteplici ambiti: dall’agricoltura alla trasformazione dei prodotti, dai servizi sociali e sanitari all’edilizia, dalla logistica al turismo. Una capillarità che rende questo modello particolarmente adatto a rispondere ai bisogni diffusi del territorio.

In particolare, l’assessore ha lodato la capacità delle cooperative di generare occupazione di qualità, spesso laddove le imprese tradizionali faticano a insediarsi o a sopravvivere. «Non parliamo solo di posti di lavoro – ha aggiunto – ma di occasioni di riscatto, di formazione, di inclusione. La cooperazione è un moltiplicatore di opportunità».

Tamajo ha poi ribadito la volontà del governo regionale di sostenere concretamente il comparto, attraverso misure dedicate all’innovazione, agli investimenti e alla crescita dimensionale delle imprese cooperative. «Il nostro compito – ha dichiarato – è creare le condizioni affinché queste realtà possano continuare a crescere e competere. La Sicilia ha bisogno di un’economia che non lasci indietro nessuno e la cooperazione rappresenta una delle espressioni più concrete di questa visione».

Tra gli strumenti già attivati o in fase di progettazione, l’assessore ha citato agevolazioni per l’accesso al credito, bandi per l’innovazione tecnologica e percorsi di accompagnamento per start-up cooperative, specialmente quelle guidate da giovani e donne. L’obiettivo è rafforzare la competitività del settore senza snaturarne i principi fondanti: mutualità, democraticità e finalità sociali.

Gli Stati generali della cooperazione siciliana, promossi da Legacoop Sicilia, Confcooperative Sicilia e Agci Sicilia, hanno accolto con favore le parole dell’assessore. I rappresentanti delle tre centrali cooperative hanno sottolineato la necessità di un dialogo costante con la Regione, per trasformare le dichiarazioni di principio in azioni concrete. In particolare, hanno chiesto maggiore semplificazione burocratica, tempi certi per l’erogazione dei contributi e un piano straordinario per il ricambio generazionale al vertice delle imprese cooperative.

«Abbiamo bisogno di cooperatori giovani – ha dichiarato uno dei presidenti intervenuti – e di una legge regionale che riconosca il valore sociale del nostro modello. Le parole di Tamajo sono un buon punto di partenza, ora attendiamo i fatti».

L’incontro di oggi si inserisce in un percorso avviato da mesi, che dovrebbe portare entro l’anno alla stesura di un documento programmatico condiviso tra Regione e organizzazioni cooperative. Tra i temi sul tavolo: la formazione professionale, l’accesso al credito agevolato, la promozione del consumo critico e dei prodotti provenienti da cooperative, nonché il rafforzamento della cooperazione di comunità nei piccoli borghi.

«La Sicilia – ha concluso Tamajo – ha tutte le carte in regola per diventare un laboratorio nazionale del modello cooperativo del XXI secolo. Un modello che non sceglie tra profitto e solidarietà, ma li sa unire in modo virtuoso. Noi ci siamo, e faremo la nostra parte».

Redazione

SU