La nuova stagione delle rottamazioni locali entra nel vivo e riguarda direttamente professionisti, commercianti e piccole imprese alle prese con arretrati su Imu, Tari, multe e altri tributi comunali. La legge 199/2025, ai commi 102 e seguenti, consente agli enti locali di introdurre definizioni agevolate con riduzione o cancellazione di sanzioni e interessi, lasciando invariato il debito originario. Secondo il quadro delineato dalle amministrazioni, circa metà delle città italiane valuta o ha già avviato strumenti di adesione, con una maggiore diffusione nel Mezzogiorno, dove il peso delle somme non riscosse resta storicamente più elevato.
La mappa delle sanatorie e il doppio binario dei Comuni
La definizione agevolata prevista dalla legge 199/2025 permette ai Comuni di scegliere quali annualità includere, quali tributi ammettere e con quali tempi concedere la rateizzazione. Torino ha avviato una formula che riguarda i carichi affidati alla società locale di riscossione fino al 2020, con pagamenti fino a 36 mesi e cancellazione di more e sanzioni. Bari punta a includere anche debiti più recenti, fino al 2024, mentre Palermo e altri enti si muovono verso l’adesione. Milano, Bologna e Firenze mantengono invece un approccio prudente. Per partite Iva e PMI il risultato è un quadro fortemente disomogeneo, nel quale il trattamento del debito può cambiare in base al territorio, al concessionario incaricato della riscossione e persino all’anno di riferimento del tributo.
La rottamazione quinquies e il peso della sostenibilità finanziaria
Alla definizione autonoma si affianca la rottamazione quinquies estesa ai debiti locali affidati all’agente nazionale della riscossione dal 2000 al 2023. In questo caso i Comuni possono aderire senza modificare le condizioni fissate dalla norma: sanzioni e interessi arretrati vengono cancellati, ma il pagamento può arrivare fino a 54 rate bimestrali da almeno 100 euro con interesse annuo del 3%. Le domande dovranno essere presentate entro il 31 ottobre e il primo pagamento scatterà da gennaio 2027. Per microimprese e lavoratori autonomi il beneficio economico è legato soprattutto alla gestione della liquidità: distribuire il debito nel tempo può, infatti, alleggerire la pressione immediata sul capitale circolante senza interrompere gli obblighi fiscali correnti né eliminare le differenze tra sistemi di riscossione comunali e nazionali.




