News - 27 maggio 2026, 17:55

Screening gratuiti in carcere a Matera: Latronico: «La salute è un diritto universale, anche per i detenuti»

Nella Casa Circondariale due giornate di visite specialistiche promosse dall’associazione Elisida con il sostegno della Regione Basilicata. Ecografie e controlli della pressione per abbattere le barriere sanitarie verso i più vulnerabili.

Screening gratuiti in carcere a Matera: Latronico: «La salute è un diritto universale, anche per i detenuti»

Ci sono luoghi dove il diritto alla salute rischia di diventare un privilegio. Il carcere è uno di questi: chiuso, spesso dimenticato, con una popolazione che invecchia e presenta tassi di malattie croniche più elevati rispetto alla media generale. Per rispondere a questa disuguaglianza, l’associazione di promozione sociale “Elisida”, con il coordinamento di Lara Tataranno, ha organizzato due giornate di screening gratuito all’interno della Casa Circondariale di Matera. La prima si è svolta oggi, la seconda è in programma per lunedì 8 giugno.

A fare il punto sull’iniziativa, condivisa con l’Azienda sanitaria locale di Matera (Asm), è stata una delegazione istituzionale guidata dall’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, che ha visitato la struttura incontrando il direttore del carcere Domenico Sabella e il medico del presidio Michele Campanaro. All’incontro hanno preso parte anche il consigliere regionale Domenico Raffaele Tataranno, il direttore generale dell’Asm Maurizio Friolo, il direttore sanitario Andrea Gigliobianco e la direttrice del distretto Matera-Medio Basento, Rossana Maggio. Presenti, inoltre, la garante dei diritti delle persone detenute della Regione Basilicata, Tiziana Silletti, e l’amministratore diocesano don Angelo Gioia.

Il progetto prevede l’erogazione di prestazioni specialistiche che difficilmente un detenuto potrebbe ottenere con la stessa tempistica all’esterno. In particolare, un’équipe sanitaria composta dalla nefrologa Palma Carretta, dall’ecografista Francesco Lapadula e dal personale infermieristico e volontario – Assunta Albano, Tatiana Braico, Renato Rago ed Emanuele Braico – ha effettuato ecografie dei tronchi sovraortici (per lo studio dei vasi che irrorano il cervello), ecografie FAST (un protocollo rapido per valutare traumi o versamenti addominali) ed ecografie renali e vescicali. A questi esami si è aggiunta la misurazione della pressione arteriosa, un controllo semplice ma cruciale per prevenire ictus e infarti in una popolazione ad alto rischio cardiovascolare.

«L’iniziativa odierna – ha sottolineato l’assessore Latronico – rientra appieno nelle nostre linee strategiche volte a rafforzare la medicina di prossimità e l’inclusione sociale, portando le prestazioni specialistiche e i programmi di screening direttamente all’interno degli istituti penitenziari lucani. La salute è un diritto universale che va garantito con la medesima attenzione anche a coloro che si trovano in condizioni di restrizione della libertà personale. Questa sinergia tra le istituzioni, la sanità, il Comune di Bernalda e il prezioso mondo dell’associazionismo e del volontariato dimostra la capacità del nostro sistema di fare rete e di generare equità di cura, offrendo risposte tempestive, ascolto e dignità anche nelle situazioni di maggiore fragilità».

Le parole di Latronico ricalcano un principio sancito dall’articolo 32 della Costituzione, ma spesso difficile da attuare nelle mura carcerarie, dove i bisogni sanitari si scontrano con problemi logistici, carenza di personale specializzato e difficoltà di trasferimento dei detenuti verso strutture esterne. Portare l’ecografo dentro il carcere, invece che far uscire il paziente, è una soluzione che riduce i rischi per la sicurezza e al tempo stesso garantisce una presa in carico più tempestiva ed equa.

L’iniziativa è stata possibile grazie al lavoro dell’associazione Elisida e al coordinamento di Lara Tataranno, che ha saputo mettere in rete le competenze sanitarie del territorio con la disponibilità della direzione carceraria e dell’Asm. Il programma, dopo il successo della prima giornata, proseguirà l’8 giugno con una seconda tornata di visite, sempre gratuite, per coprire il maggior numero possibile di detenuti.

Per la Casa Circondariale di Matera, che negli ultimi anni ha visto crescere l’attenzione sulle condizioni di vita dei reclusi grazie anche all’impegno della garante regionale Tiziana Silletti, queste due giornate rappresentano un modello replicabile altrove. Un modello in cui la sanità non aspetta che il paziente venga da lei, ma va dove il paziente si trova, abbattendo barriere fisiche e simboliche.

Redazione

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