News - 26 maggio 2026, 14:52

Gela, scoperto un tesoro di 71 monete greche del V secolo a.C.

Nel cantiere del Palazzo della Cultura emerge un vasetto votivo con emissioni di Agrigento, Gela e Siracusa. Scarpinato: «Fonte inestimabile di informazioni storiche»

Gela, scoperto un tesoro di 71 monete greche del V secolo a.C.

GELA – Un piccolo vasetto nascosto per oltre duemila e cinquecento anni ha restituito un tesoro di straordinario valore storico. È quanto accaduto nel sito archeologico di Orto Fontanelle, a Gela, dove le attività di archeologia preventiva legate ai lavori del Pnrr per la realizzazione del Palazzo della Cultura hanno portato alla luce 71 monete antiche, prevalentemente in argento e risalenti al V secolo avanti Cristo.

Il rinvenimento, avvenuto lo scorso 19 maggio, si deve all'archeologo Gianluca Calà, che ha condotto lo scavo sotto la direzione scientifica della Soprintendenza ai Beni Culturali di Caltanissetta, con l'assistenza sul campo dell'Ispettore Onorario ai beni archeologici Antonio Catalano. All'interno di un ambiente annesso a un sacello – un piccolo edificio sacro – è stato infatti ritrovato un contenitore in ceramica contenente quello che gli esperti definiscono un «tesoretto monetale di carattere votivo». In totale, 67 monete sono in argento e 4 in bronzo, provenienti da tre diverse zecche siceliote: Agrigento, Gela e Siracusa. Quasi tutte si presentano in ottimo stato di conservazione e perfettamente leggibili.

«Una grande scoperta – ha commentato l'assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato – per l'importanza quantitativa e qualitativa del tesoro rinvenuto, che si aggiunge ai numerosi reperti già recuperati e in fase di studio». Il valore scientifico, spiega l'assessore, è particolarmente alto perché le monete sono state conservate «in un contesto chiuso e inalterato». Dallo studio delle emissioni, già disposto dalla Soprintendenza, potranno emergere preziose informazioni sulla storia di Gela in età greca, dalle dinamiche economiche e commerciali ai culti e alle pratiche votive della polis.

Anche la Soprintendente Daniela Vullo ha sottolineato l'importanza del ritrovamento: «Ancora una volta, grazie alla costante attività di archeologia preventiva operata dalla Soprintendenza, il sottosuolo di Gela restituisce tesori inestimabili. Questo ritrovamento e l’ottimo stato di conservazione delle monete apre agli studiosi nuovi scenari storici da approfondire e divulgare».

La scoperta arriva a pochi giorni di distanza da altri importanti rinvenimenti nella stessa area, confermando come il sottosuolo di Gela – antica colonia greca fondata nel 688 a.C. – continui a riservare sorprese straordinarie. Le monete, una volta completate le analisi, saranno probabilmente esposte in un museo locale, arricchendo il patrimonio conoscitivo e turistico della città. Per ora, gli archeologi continuano a setacciare il cantiere con cautela, certi che il terreno non abbia ancora detto la sua ultima parola.

Redazione

SU