Il Governo italiano si prepara ad approvare il Piano nazionale per l’economia sociale, documento strategico collegato alla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del novembre 2023. Con questo passaggio l’Italia entrerà nel gruppo degli Stati membri che hanno già adottato una strategia nazionale dedicata al comparto, in linea con il Social Economy Action Plan promosso dalla Commissione europea nel 2021.
L’economia sociale comprende cooperative, mutue, imprese sociali, associazioni e fondazioni che operano secondo principi di mutualità, inclusione e reinvestimento degli utili. Secondo i dati della Commissione europea il settore coinvolge circa 2,8 milioni di organizzazioni, occupa oltre 13 milioni di persone e rappresenta tra il 6% e il 7% del Pil dell’Unione.
Un comparto strategico per PMI e occupazione
L’approvazione del Piano arriva in una fase di revisione delle priorità industriali europee, sempre più concentrate su competitività e autonomia strategica. Nonostante questo cambio di scenario, l’economia sociale continua a essere considerata uno dei quattordici ecosistemi industriali strategici dell’Unione europea.
Per PMI e partite Iva il nuovo quadro potrebbe tradursi in maggiori opportunità di accesso a strumenti finanziari, programmi europei e partnership territoriali dedicate all’innovazione sociale, alla formazione e alla transizione sostenibile. Tra gli obiettivi indicati a livello europeo figurano il rafforzamento delle competenze, l’accesso al credito e il sostegno alla crescita delle imprese sociali.
Secondo gli ultimi dati della Commissione europea, oltre 1,6 miliardi di euro di fondi Ue risultano destinati all’economia sociale nel periodo 2021-2027.
Mutue e cooperazione al centro del modello
Tra gli attori principali del settore figurano le mutue assicuratrici, considerate una componente storica dell’economia sociale europea. Il comparto raccoglie circa 509 miliardi di euro di premi e rappresenta quasi un terzo del mercato assicurativo europeo, con circa mezzo milione di addetti. Le mutue operano soprattutto nella sanità integrativa, nella previdenza e nelle coperture rivolte a famiglie, professionisti e piccole imprese. Per il sistema delle PMI italiane il rafforzamento di questi strumenti può incidere sulla diffusione del welfare aziendale e sull’accesso a servizi integrativi per lavoratori e collaboratori.
Il Piano nazionale punta, inoltre, a rafforzare il legame tra crescita economica e coesione sociale, valorizzando modelli imprenditoriali orientati alla sostenibilità e alla partecipazione territoriale.




