News - 17 maggio 2026, 09:55

Crisi carburanti, la Regione stanzia 30 milioni: via ai contributi per pesca, trasporti e agricoltura

Schifani e Galvagno incontrano gli armatori a Palazzo dei Normanni. L’emendamento copre i rincari tra marzo e dicembre 2026: aiuti a fondo perduto per tre settori chiave dell’economia siciliana.

Crisi carburanti, la Regione stanzia 30 milioni: via ai contributi per pesca, trasporti e agricoltura

Palermo – Una boccata d’ossigeno per le imprese siciliane messe in ginocchio dai rincari del carburante. Il governo regionale ha deciso di intervenire con un emendamento che stanzia 30 milioni di euro in contributi a fondo perduto, destinati agli autotrasportatori, agli agricoltori e ai pescatori dell’Isola. L’annuncio è arrivato questa mattina a Palazzo dei Normanni, durante un incontro tra il presidente della Regione Renato Schifani, il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno e una delegazione di armatori.

Il provvedimento, che rientra nel quadro temporaneo sugli aiuti di Stato autorizzato dalla Commissione europea, mira a compensare parzialmente i maggiori costi sostenuti a causa dell’impennata dei prezzi dei carburanti, conseguenza diretta della crisi in Medio Oriente. Il periodo preso in considerazione per la richiesta dei ristori è compreso tra il 1° marzo e il 31 dicembre 2026.

“Voglio ringraziare il presidente Galvagno per il ruolo di mediazione con le categorie – ha dichiarato Schifani al termine del vertice –. Questo è il segno di una grande sinergia, di un vero lavoro di squadra tra governo e parlamento regionali. Siamo vicini al mondo produttivo che sta pagando il prezzo dei conflitti internazionali. C’è una Regione che può davvero essere d’aiuto perché esistono, in questo momento, le condizioni politiche e finanziarie per farlo”.

La mossa della Regione arriva dopo mesi di tensione nel comparto marittimo. Solo due settimane fa, fu proprio Galvagno a incontrare i rappresentanti del settore a Catania per scongiurare un blocco delle proteste nello Stretto di Messina, avviando immediatamente un tavolo di confronto con l’esecutivo. “Si tratta di un primo segnale concreto verso un comparto fortemente penalizzato – ha spiegato Galvagno –. Grazie alla proficua interlocuzione con il presidente Schifani e con l’assessore Dagnino, siamo riusciti a inserire il provvedimento nella prima finestra normativa utile. Non escludiamo ulteriori misure già nelle prossime variazioni di bilancio, per assicurare pari opportunità ai lavoratori siciliani della pesca che, come gli agricoltori, soffrono la concorrenza sleale dei colleghi extra Ue”.

La dotazione finanziaria per il 2026 è stata suddivisa in base alle esigenze dei tre settori. I fondi saranno così ripartiti: 15 milioni di euro per l’autotrasporto, 10 milioni per l’agricoltura e 5 milioni per la pesca. Le somme rappresentano un ristoro parziale delle spese extra sostenute dalle imprese a causa degli aumenti record del gasolio e della benzina.

A definire nel dettaglio le modalità di accesso ed erogazione dei contributi saranno gli assessorati regionali alle Infrastrutture e mobilità e all’Agricoltura, pesca mediterranea, di concerto con l’assessorato all’Economia guidato da Alessandro Dagnino (presente all’incontro). Prima del via libera definitivo, sarà comunque necessario il parere della competente commissione dell’Ars.

Per il governo regionale si tratta di un intervento chirurgico su un’emergenza che rischiava di paralizzare nodi strategici come lo Stretto di Messina e i porti dell’Isola. L’auspicio di tutti, ribadito da Galvagno, è che la crisi internazionale si risolva rapidamente. Ma intanto, la Sicilia sceglie di non restare a guardare, mettendo sul piatto risorse proprie per tamponare una ferita che rischia di diventare cronica.

Redazione

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