Palermo – La Coturnice di Sicilia, un uccello simbolo della fauna endemica dell'isola, sta per fare ritorno a Pantelleria. La Regione Siciliana ha siglato un protocollo d'intesa che punta a reintrodurre la specie nell'isola del Mediterraneo, dove oggi risulta assente o presente solo in modo sporadico. L'accordo, della durata di cinque anni, è stato sottoscritto dall'assessore all'Agricoltura Luca Sammartino e dal dirigente generale del dipartimento dello Sviluppo rurale Alberto Pulizzi per conto della Regione, insieme all'Istituto sperimentale Zootecnico per la Sicilia (Iszs), al Comune di Pantelleria e al Parco nazionale dell'isola.
L'obiettivo è ambizioso ma concreto: ripopolare il territorio pantesco con esemplari di Coturnice di Sicilia (Alectoris graeca whitakeri) allevati nel Centro pubblico di smistamento e riproduzione della fauna selvatica gestito proprio dall'Iszs. Per rendere operativo il progetto, il dipartimento dello Sviluppo rurale metterà a disposizione personale specializzato e attrezzature dedicate, affiancando le attività del Parco nazionale nella fase di introduzione e monitoraggio degli animali.
Una specie prioritaria per l'Europa
La Coturnice di Sicilia non è un uccello qualunque. Si tratta di una sottospecie endemica dell'isola, considerata "prioritaria" dalla direttiva europea sulla conservazione degli uccelli selvatici (Direttiva Uccelli 2009/147/CE). È quindi protetta sia a livello nazionale sia comunitario, e il suo stato di conservazione richiede interventi mirati. Sebbene ancora presente con diverse colonie in alcune aree montane della Sicilia (soprattutto sui Nebrodi, le Madonie e l'Etna), la popolazione è in declino a causa di molteplici minacce.
Secondo quanto riportato nel protocollo, i principali fattori di rischio sono il bracconaggio, la frammentazione e la perdita dell'habitat naturale, la predazione di uova e pulcini da parte di animali introdotti (come ratti e gatti inselvatichiti) e, non meno preoccupante, il rischio di ibridazione con altre specie affini immesse illegalmente o sfuggite da allevamenti. Proprio l'ibridazione genetica rappresenta un pericolo silenzioso ma devastante, perché può cancellare l'identità unica della sottospecie siciliana.
Perché proprio Pantelleria?
L'isola di Pantelleria, con i suoi ambienti mediterranei e le aree rurali a bassa densità abitativa, offre un potenziale habitat ideale per la Coturnice. In passato la specie era probabilmente presente, ma a causa dell'azione combinata dell'uomo e dei predatori introdotti si è progressivamente estinta. Il progetto di ripopolamento, coordinato dal Parco nazionale, mira a ricostruire una popolazione vitale e autosufficiente, utilizzando esemplari nati e cresciuti nel centro di riproduzione dell'Iszs, dove le condizioni di allevamento sono controllate e sicure.
L'assessore Sammartino ha sottolineato l'importanza di un accordo che vede collaborare istituzioni diverse con un obiettivo comune: tutelare un patrimonio naturale unico. «Non si tratta solo di proteggere una specie – ha detto – ma di restituire alla nostra isola un pezzo della sua identità naturalistica. La Regione farà la sua parte, con mezzi e risorse umane». Il protocollo d'intesa, che avrà una durata quinquennale, prevede anche attività di monitoraggio, controllo dei predatori e sensibilizzazione delle comunità locali per evitare che il bracconaggio possa vanificare gli sforzi compiuti. Un piccolo grande passo per riportare il volo della Coturnice nei cieli di Pantelleria.




