BOLLATE (Milano). C’è un luogo dove l’arte non è solo quella scolpita nel marmo, ma anche quella modellata nel fogliame e nei tronchi secolari. È il giardino monumentale di Villa Arconati, che torna a svelarsi al pubblico con uno sguardo inedito: quello della botanica raccontata da chi, ogni giorno, lo coltiva con le proprie mani.
Dopo il grande successo delle visite dello scorso aprile, la Fondazione Augusto Rancilio organizza per il 13 maggio 2026 alle ore 15.30 una nuova Visita guidata botanica, un’esperienza che unisce storia dell’arte, architettura paesaggistica e scienza naturale. Ad accompagnare i visitatori non sarà solo una guida esperta, ma uno dei giardinieri della Fondazione, capace di svelare i segreti di piante e fiori con la competenza di chi li cura giorno dopo giorno.
Il percorso si annuncia ricco di sorprese. Si parte dagli agrumi, e in particolare dai limoni, già presenti nella villa nel Seicento, coltivati in grandi vasi di terracotta realizzati su misura da maestri vasai fatti arrivare appositamente da Roma. Un dettaglio che racconta il lusso silenzioso delle dimore storiche, dove ogni elemento era pensato per stupire.
Lo sguardo poi si alza, inevitabilmente rapiti da una maestosa quercia che veglia sul Teatro di Diana, evocando il fascino della dea della caccia. Poco distante, un acero rarissimo, tra i più antichi e dalle dimensioni eccezionali, testimone silenzioso di secoli di storia. Il proseguimento del tragitto si snoda tra carpini modellati dall’arte topiaria, vere e proprie sculture verdi che trasformano il paesaggio in un teatro all’aperto.
Ma la sorpresa più contemporanea arriva infine al laghetto, dove le piante non sono solo ornamentali: protagoniste di un raffinato sistema di fitodepurazione, esse consentono di alimentare in modo sostenibile i giochi d’acqua delle antiche statue e fontane. Un esempio virtuoso di come l’ingegno antico e la sensibilità ecologica possano convivere.
L’iniziativa rappresenta un’occasione unica per riscoprire il giardino di Villa Arconati con uno sguardo nuovo, dove la meraviglia della natura si intreccia con secoli di storia, arte e creatività umana. I posti sono limitati; si consiglia la prenotazione attraverso i canali della Fondazione Augusto Rancilio.




