News - 14 maggio 2026, 14:51

Schifani e la legge “Liberi di scegliere”: «Un modello per la Sicilia che non si rassegna al destino segnato»

A Catania il presidente della Regione presenta la norma che sottrae i minori alle famiglie mafiose: 3 milioni già stanziati, cabina di regia e interventi nello Zen di Palermo. «La lotta alla criminalità non si vince solo nei tribunali».

Schifani e la legge “Liberi di scegliere”: «Un modello per la Sicilia che non si rassegna al destino segnato»

CATANIA. C’è un momento, nella vita di un ragazzo che cresce in un contesto di mafia, in cui la linea tra eredità familiare e scelta personale sembra cancellarsi. È quel filo sottile che il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, intende spezzare con la legge “Liberi di scegliere”, presentata oggi come «un modello unico nel panorama nazionale» durante l’evento “Liberi di Scegliere. Tutti uniti per i minori: la legge che cambia i destini”, svoltosi al Palazzo della Cultura di Catania.

«Vogliamo costruire una Sicilia in cui nessun ragazzo sia costretto a scegliere tra legalità e sopravvivenza» ha detto Schifani, accolto dal sindaco Enrico Trantino, dal presidente del Tribunale dei minori Roberto Di Bella (cui si deve l’intuizione originaria) e dal presidente dell’associazione Cammino etnea Riccardo Liotta. «Questa è politica pubblica. È scelta amministrativa. È responsabilità istituzionale. Ma soprattutto è la visione di una Sicilia che non si rassegna».

La legge regionale n. 24 del 5 giugno 2025 trasforma un’idea coraggiosa in una politica strutturata, articolata su più livelli: protezione sociale, sostegno psicologico, percorsi educativi, formazione e inserimento lavorativo. «La lotta alla criminalità organizzata – ha sottolineato il governatore – non si vince solo nei tribunali o con l’azione repressiva. Per questo abbiamo scelto di intervenire alla radice». È stato istituito un tavolo di regia permanente che coinvolge Regione, scuola, magistratura, servizi sociali, Asp, prefetture, università e Comuni. «Tutti insieme per affrontare una sfida complessa».

Sul piano delle risorse, la Regione ha già stanziato circa 3 milioni di euro per l’avvio della normativa, con ulteriori fondi previsti dalle prossime variazioni di bilancio e dal Fondo sociale europeo. Schifani ha espresso l’auspicio che il modello siciliano possa essere esteso all’intero Paese: «Grazie all’impegno del parlamento, diventi una legge applicabile in tutta Italia».

Non solo mafia. Il presidente ha ricordato anche la legge regionale “anti-crack” (n. 26 del 7 ottobre 2024) per il contrasto alle dipendenze e il piano di rigenerazione delle periferie. Esempio simbolo è lo Zen di Palermo, dove la Regione ha destinato oltre 18 milioni di euro per otto azioni che mirano a migliorare vivibilità e tessuto sociale. «A breve partiranno i lavori della nuova piazza – ha annunciato Schifani –. Anche questo significa combattere la mafia: togliere terreno alla marginalità, restituire spazi alla legalità, rafforzare il senso di appartenenza, fare sentire presenti le istituzioni».

Redazione

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