Roma – Non solo pensione e tramonto. I lavoratori anziani tornano al centro della scena industriale italiana come risorsa strategica per il futuro. Oggi, nella sede di Confindustria a Roma, è stato firmato un protocollo d’intesa tra la maggiore associazione degli industriali e l’ANLA (Associazione Nazionale Lavoratori Anziani) per valorizzare il patrimonio di competenze, memoria e senso di appartenenza delle generazioni senior all’interno del mondo del lavoro.
L’accordo, sottoscritto da Maurizio Marchesini (Vice Presidente di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni Industriali) e da Edoardo Patriarca (Presidente nazionale di ANLA), intende superare una narrazione spesso divisiva che contrappone giovani e anziani in azienda. L’obiettivo è esattamente opposto: trasformare l’età avanzata in un volano di coesione sociale e produttività.
“Questo protocollo è un unicum”, ha dichiarato Patriarca, sottolineando l’incontro tra mondo profit e non profit. “Nato oltre 70 anni fa sotto l’egida dei maggiori gruppi industriali italiani, l’ANLA crede che l’impresa sia oggi un luogo di amicizia sociale e di costruzione di futuro”.
Il cuore dell’iniziativa è un progetto articolato che partirà da sette territori pilota: Piemonte, Liguria, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio. In queste regioni, i volontari di ANLA affiancheranno le aziende per favorire la nascita e il rafforzamento dei cosiddetti “gruppi di anziani d’azienda”. Figure che non solo restano un punto di riferimento per chi è ancora in servizio, ma diventano un ponte attivo tra il luogo di lavoro, il tessuto sociale e le comunità locali.
Confindustria, da parte sua, si impegna a diffondere il progetto tra le sue articolazioni territoriali e a monitorare lo sviluppo delle buone pratiche. L’intesa prevede la promozione di percorsi di mentoring e formazione inversa o duale (dai senior ai junior), politiche di welfare aziendale mirate e programmi strutturati di Age Management, una disciplina che sta prendendo piede in Europa per gestire in modo virtuoso l’invecchiamento della forza lavoro.
“Il dialogo tra generazioni favorisce il trasferimento di competenze, riduce la dispersione di conoscenze e sostiene la crescita professionale dei giovani”, ha spiegato Marchesini, convinto che la misura possa generare benefici concreti sulla produttività e sul clima aziendale. “Confindustria conferma il proprio impegno per uno sviluppo socialmente sostenibile, capace di coniugare competitività e coesione sociale”.
Ma il progetto guarda anche al futuro con un riconoscimento pubblico. Una volta conclusa la fase di avvio e consolidamento, è prevista l’istituzione di un premio nazionale annuale ANLA-Confindustria. L’onorificenza sarà destinata alle aziende che si distingueranno per le migliori pratiche in tema di integrazione intergenerazionale, networking territoriale e age management.
L’intesa arriva in un momento cruciale per il mercato del lavoro italiano, segnato dall’innalzamento dell’età pensionabile e dalla “grande dimissione silenziosa” dei senior, spesso lasciati ai margini prima del tempo. Con questo accordo, industria e società civile provano a restituire centralità a chi ha costruito il benessere del Paese, senza rinchiuderlo in un cassetto.




