News - 08 maggio 2026, 11:52

Corsa Contro la Fame, il 7 maggio 230mila studenti italiani in pista per salvare i bambini della Repubblica Centrafricana

La XII edizione del progetto solidale coinvolge 1.900 scuole. Ogni giro di campo trasforma le promesse di donazione in interventi concreti contro la malnutrizione

Corsa Contro la Fame, il 7 maggio 230mila studenti italiani in pista per salvare i bambini della Repubblica Centrafricana

Milano – Saranno 230.000 gli studenti italiani che domani, 7 maggio 2026, indosseranno le scarpe da ginnastica per trasformare un gesto semplice come correre in una lezione di cittadinanza attiva. L'occasione è la XII edizione della Corsa Contro la Fame, il più grande progetto didattico, sportivo e solidale al mondo, promosso da Azione Contro la Fame con il patrocinio del CONI.

I numeri parlano chiaro: 1.900 scuole aderenti (primarie e secondarie), quasi 13.000 classi coinvolte e 230.000 giovani atleti in tutta Italia. Un movimento nato nel 2014 con sole 6 scuole pioniere e cresciuto anno dopo anno fino a diventare un fenomeno nazionale. Nel 2025, la raccolta ha superato i 2 milioni di euro per la terza edizione consecutiva, destinati agli interventi in Costa d'Avorio.

Quest'anno il Paese simbolo è la Repubblica Centrafricana, una delle nazioni con i tassi più alti di malnutrizione infantile al mondo. Decenni di conflitti, instabilità politica e shock climatici hanno reso questo territorio una delle emergenze umanitarie più dimenticate. «Ogni 15 secondi, nel mondo, un bambino non sopravvive alla malnutrizione», ricorda Simone Garroni, Direttore di Azione Contro la Fame Italia. «Quando vediamo 230.000 studenti scegliere di occuparsene, capiamo cos'è l'impegno».

Il meccanismo è semplice ed efficace: nelle settimane precedenti la corsa, ogni studente riceve un Passaporto Solidale e raccoglie promesse di donazione da familiari, amici e conoscenti. L'importo promesso si moltiplica per ogni giro di campo percorso il giorno dell'evento. Un euro diventa dieci, venti, cinquanta, in base ai chilometri macinati.

Prima di scendere in pista, però, c'è una fase fondamentale di formazione. Gli operatori dell'organizzazione incontrano le classi con testimonianze video, dati e approfondimenti. Il manuale didattico multidisciplinare offerto alle scuole permette oltre 100 ore di attività collegate all'educazione civica, affrontando temi come fame, povertà, disuguaglianze e cittadinanza globale. Per gli studenti delle superiori, il progetto è riconosciuto come PCTO nel settore della cooperazione internazionale.

La sfida, spiega l'organizzazione, non è solo raccogliere fondi. È costruire una generazione che sappia perché la fame esiste e come si può fermare. «Fermare la fame non è solo compito dei governi o delle organizzazioni umanitarie», sottolinea Garroni. «Può cominciare da una classe, da un giro di campo, da una promessa fatta alla nonna».

A livello globale, la Corsa Contro la Fame ha mobilitato oltre 9 milioni di studenti in 68.000 scuole sparse in più di 20 paesi. Un movimento che cresce e che domani, per qualche ora, trasformerà le piste d'atletica italiane in un simbolo di speranza per i bambini della Repubblica Centrafricana.

Redazione

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