News - 07 maggio 2026, 17:28

Il futuro del risparmio parte dall’educazione finanziaria.

Dal Salone del Risparmio di Milano emerge una sfida concreta: trasformare la consulenza finanziaria in uno strumento quotidiano per famiglie, piccoli imprenditori e categorie più fragili.

Il futuro del risparmio parte dall’educazione finanziaria.

Nell’ultima giornata del Salone del Risparmio 2026, tra panel sull’intelligenza artificiale, mercati privati e geopolitica, uno degli incontri più concreti e vicini alla vita reale è stato quello dedicato al benessere finanziario. Il convegno “Oltre il risparmio: strumenti pratici per il benessere finanziario”, organizzato da ANASF insieme a Confesercenti e Progetica, ha acceso i riflettori su un problema spesso sottovalutato: in Italia il vero limite non è tanto l’accesso agli strumenti finanziari, ma la capacità di comprenderli e usarli correttamente.  

Sul palco si sono alternati Luigi Conte, Andrea Painini, Francesca Bertè e Claudio Grossi. Il messaggio emerso è stato chiaro: parlare di educazione finanziaria oggi significa andare oltre le definizioni teoriche e costruire strumenti realmente utili per affrontare la quotidianità economica.

Uno dei punti centrali del dibattito è stata la differenza tra alfabetizzazione finanziaria ed educazione finanziaria. Sapere cosa sia un tasso d’interesse o un investimento non basta più. La vera educazione finanziaria, secondo i relatori, consiste nella capacità di prendere decisioni concrete, pianificare il futuro e creare una struttura economica stabile anche nei momenti difficili.

Particolarmente interessante il focus dedicato alle donne e all’imprenditoria femminile. Durante il confronto è emerso come molte donne partano ancora oggi da una posizione di svantaggio economico e culturale, soprattutto nelle famiglie unipersonali o nei percorsi imprenditoriali. Andrea Painini ha sottolineato come spesso l’ansia e la paura di sbagliare diventino un freno all’azione, impedendo a molte persone di gestire in maniera efficace il proprio patrimonio o di avviare iniziative economiche.

Si è parlato anche della necessità di separare in modo netto la sfera personale da quella imprenditoriale, tema sempre più delicato soprattutto per piccoli commercianti e partite IVA. Proprio su questo punto si è concentrato l’intervento di Luigi Conte, presidente ANASF, che ha spiegato come il consulente finanziario moderno debba diventare “un attore di prossimità”, capace di tradurre la complessità economica in strumenti comprensibili e operativi per famiglie e imprese.

L’incontro ha mostrato un cambio di approccio importante: la consulenza finanziaria non più vista soltanto come gestione del risparmio, ma come supporto strategico per costruire stabilità economica e consapevolezza. In un Paese dove il livello medio di educazione finanziaria resta ancora basso rispetto agli standard europei, il tema non riguarda solo gli investimenti, ma la capacità delle persone di affrontare il futuro con maggiore autonomia e meno improvvisazione.

Al Salone del Risparmio 2026, tra algoritmi, mercati globali e innovazione tecnologica, il messaggio più forte è forse arrivato proprio da qui: il benessere finanziario non nasce da prodotti complessi, ma dalla comprensione concreta delle proprie scelte economiche.  

Paolo D'Ascenzi

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