News - 03 maggio 2026, 15:11

Marmo veneto, Bitonci: «Distretto strategico, puntare su giovani e formazione»

L'assessore regionale allo Sviluppo economico in visita al Verona Stone District: 616 imprese, 4.000 addetti e un export da 590 milioni di euro. «Serve un salto dimensionale».

Marmo veneto, Bitonci: «Distretto strategico, puntare su giovani e formazione»

VENEZIA – Il marmo veneto non è solo pietra. È storia, economia, innovazione e, sempre più, futuro. A ricordarlo è stato l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci, in occasione della visita odierna al Verona Stone District, il polo che racchiude il cuore pulsante di una delle filiere manifatturiere più riconoscibili del Nordest.

I numeri parlano chiaro. Tra le province di Verona e Vicenza, il distretto del marmo riunisce 616 imprese , dà lavoro a circa 4.000 addetti e genera un valore dell'export che supera i 590 milioni di euro. «Non è solo un comparto economico – ha sottolineato Bitonci – ma una dorsale manifatturiera radicata nella storia del territorio, capace di generare valore, occupazione qualificata, innovazione e riconoscibilità internazionale».

Secondo l'assessore, il marmo veneto rappresenta un vero e proprio "linguaggio economico locale". Un idioma fatto di saper fare, qualità, progettazione e bellezza, ma anche di tecnologia, sostenibilità e competizione globale. «Questi numeri – ha aggiunto – confermano la solidità di un sistema produttivo che ha saputo coniugare tradizione artigianale e presenza sui mercati internazionali».

Oggi, tuttavia, il comparto si trova di fronte a una sfida cruciale: compiere un salto dimensionale. «Serve più aggregazione, più capacità di fare sistema, maggiori investimenti in competenze avanzate e una relazione ancora più strutturata tra imprese, ricerca e formazione», ha dichiarato Bitonci. Salvaguardare il distretto, ha spiegato, significa tutelare un patrimonio che genera reddito, occupazione e prestigio per il Made in Italy.

Un capitolo a parte è stato dedicato al ricambio generazionale. Il marmo, spesso percepito come un settore tradizionale, offre in realtà opportunità concrete per i giovani. «Ha bisogno di tecnici, operatori specializzati, progettisti, figure capaci di utilizzare macchinari avanzati – ha elencato Bitonci – ma anche di competenze digitali, conoscenza dei materiali, capacità commerciali e linguistiche per affrontare i mercati esteri».

Per questo, la Regione punta a rafforzare il rapporto tra scuola, ITS (Istituti Tecnici Superiori), centri professionali, università e imprese. L'obiettivo è far conoscere ai ragazzi le reali prospettive di lavoro che questa filiera può offrire, rompendo lo stereotipo di un'industria "polverosa" e aprendo le porte a una manifattura 4.0, sostenibile e ad alta tecnologia.

«Il marmo veneto – ha concluso l'assessore – è una delle espressioni più alte della nostra artigianalità. La sfida è rendere questa eccellenza identitaria sempre più moderna, sostenibile e attrattiva per le nuove generazioni. Perché dove ci sono impresa, formazione e lavoro qualificato, c'è sviluppo vero per il Veneto». Un messaggio chiaro, in linea con la strategia regionale che punta a valorizzare i distretti produttivi come leva di competitività, senza dimenticare le radici ma guardando con decisione al domani.

Redazione

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