News - 29 aprile 2026, 14:54

Villa Arconati, la «Versailles milanese» si racconta tra Bulgari, cinema e quel legame con Leonardo

La dimora seicentesca alle porte di Milano ha ospitato star come Anne Hathaway e Dua Lipa ed è stata location de "Il Diavolo veste Prada 2". Un luogo dove storia, arte e contemporaneità si fondono in un'unica, sorprendente narrazione

Villa Arconati, la «Versailles milanese» si racconta tra Bulgari, cinema e quel legame con Leonardo

Bollate – C'è un luogo, a pochi chilometri da Milano, dove il tempo non scorre ma si stratifica. Dove la memoria aristocratica del Seicento incontra il linguaggio contemporaneo della moda, del cinema e dell'arte. Villa Arconati, nota come la «piccola Versailles di Milano», è tutto questo: una dimora che sa trasformarsi senza mai perdere la propria anima, diventando oggi uno dei palcoscenici più suggestivi d'Europa.

Negli ultimi mesi, la Villa è tornata al centro dell'attenzione internazionale. Prima con la spettacolare serata di Bulgari, che ha presentato la nuova collezione di alta gioielleria "Eclettica" alla presenza di star del calibro di Anne Hathaway, Jake Gyllenhaal e Dua Lipa. Poi come set cinematografico per il nuovo capitolo de "Il Diavolo veste Prada", di cui sono state girate alcune delle scene più esclusive. Eventi diversi, ma accomunati da una stessa esigenza: trovare uno spazio che non sia solo bello, ma capace di raccontare qualcosa.

Rimasta segreta fino all'ultimo, Villa Arconati è stata una delle location del film attesissimo, ambientato tra Stati Uniti, lago di Como e Milano. La trama è ancora top secret, ma dai trailer – tra i più visti degli ultimi 15 anni con 181,5 milioni di visualizzazioni nelle prime 24 ore – si intravedono già alcuni degli ambienti più iconici della Villa: la Corte Nobile con l'elegante colonnato in granito, lo Scalone d'onore con la copia del Laocoonte dei Musei Vaticani e la spettacolare Sala di Fetonte. Protagonisti il cast storico Meryl Streep, Anne Hathaway, Stanley Tucci e la new entry Simone Ashley, nuova assistente dell'indimenticabile Miranda Priestley.

La storia della Villa affonda le radici nel Seicento, quando Galeazzo Arconati immaginò una residenza che fosse molto più di una dimora di campagna: un luogo capace di rappresentare prestigio, cultura e potere, destinato a durare nel tempo. Nel corso delle generazioni, il progetto si è evoluto, raggiungendo il suo apice nel Settecento con influenze francesi che hanno creato un dialogo unico tra giardino all'italiana e parterre alla francese. Fu proprio questa fusione a valere alla Villa il soprannome di "piccola Versailles di Milano" nelle guide del Grand tour: non una copia, ma un'interpretazione raffinata e profondamente lombarda della reggia del Re Sole.

Villa Arconati custodisce primati straordinari. È la sola villa del Nord Italia che può vantare, nella propria gipsoteca, una colossale statua romana del I secolo d.C.: quasi tre metri di marmo classico che, secondo la leggenda, raffigurerebbe Pompeo Magno – la stessa scultura sotto la quale fu pugnalato Cesare. La sua biblioteca custodì i Codici di Leonardo da Vinci, tra cui il celebre Codice Atlantico, prima che venissero donati alla Biblioteca Ambrosiana. E poi la Sala di Fetonte, dove affreschi illusionistici trasformano le pareti in un messaggio segreto per gli ospiti.

Il parco monumentale, con i suoi dodici ettari, è un raro esempio di equilibrio tra ordine geometrico e suggestione paesaggistica: viali alberati, fontane, statue e spazi scenografici creano una successione di ambienti che ricordano veri e propri teatri all'aperto. Oggi Villa Arconati è molto più di un bene storico: è un centro culturale dinamico, capace di accogliere eventi, mostre e manifestazioni. Alla base di questa rinascita c'è l'impegno della Fondazione Augusto Rancilio, ente senza scopo di lucro che tutela e valorizza il patrimonio, promuovendo restauri, collaborazioni artistiche e progetti sociali. La bellezza, qui, non si contempla soltanto: si vive.

Redazione

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