Bolzano – Cosa è successo nelle cabine elettorali dei comuni altoatesini negli ultimi venticinque anni? Chi si candida, chi vota e chi viene eletto? Per la prima volta, una piattaforma interattiva online offre risposte chiare e comparative. Il progetto, presentato il 14 aprile da Eurac Research in collaborazione con la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige, raccoglie e visualizza i dati centrali della democrazia locale dal 2000 al 2025: affluenza alle urne, numero di candidati, composizione dei consigli comunali e presenza femminile nelle giunte.
Il dashboard – consultabile all'indirizzo https://gemeindewahlen.eurac.edu/ – si propone come uno strumento di trasparenza per cittadini, amministratori e studiosi. Alla presentazione hanno partecipato i ricercatori dell'Istituto per il Management Pubblico di Eurac Research, il vicepresidente della Giunta regionale Franz Locher (assessore agli enti locali), la Commissione provinciale per le pari opportunità, il Consorzio dei Comuni e la sindaca di Castelrotto Cristina Pallanch.
Il dato più evidente è il calo dell'affluenza alle urne. Dal 2000 a oggi, la percentuale di cittadini che si recano a votare è diminuita in modo costante, così come si è ridotto il numero complessivo dei candidati. «Una democrazia sana ha bisogno della partecipazione attiva delle sue cittadine e dei suoi cittadini – ha commentato Franz Locher –. Dal punto di vista istituzionale, organizzare le elezioni è un nostro dovere; motivare alla partecipazione è invece un compito comune della politica e della società».
Nonostante la flessione, il numero di persone che si mettono in gioco resta impressionante: in Alto Adige si sono candidate complessivamente 3.893 persone dal 2000 a oggi, mentre nella vicina provincia di Trento il dato sale a 5.705. «Quasi diecimila cittadini che si candidano è un segnale straordinario per la nostra democrazia», ha aggiunto Locher.
La piattaforma offre un quadro articolato sulla rappresentanza femminile. Da un lato, la politica comunale diventa sempre più rosa: le donne occupano ormai circa un terzo dei seggi nei consigli comunali altoatesini. Un progresso significativo rispetto ai primi anni Duemila. Dall'altro lato, però, il soffitto di cemento resiste quando si guarda alla carica di sindaco. Nel 2025, su 116 comuni, sono state elette soltanto 17 sindache a fronte di 99 sindaci. Un divario che la piattaforma rende visibile e quantificabile, offrendo una base di partenza per politiche di riequilibrio.
Locher ha voluto sottolineare anche l'efficienza della macchina amministrativa regionale: lo svolgimento delle elezioni coinvolge l'Ufficio per gli enti locali e circa 5.500 scrutatori, garantendo uno svolgimento senza intoppi. Negli ultimi anni non sono mancate sfide legali, in particolare sulla riforma del limite dei mandati e sulla fissazione della data del voto. In entrambi i casi, i tribunali hanno dato ragione alla Regione, confermando la solidità giuridica del suo impianto normativo.
Tuttavia, emergono anche nuove preoccupazioni. Nella provincia di Trento, alle ultime elezioni del 4 maggio, quattro comuni non hanno potuto votare per mancanza di candidature. Un'evenienza che Locher definisce «uno scenario che l'Alto Adige deve evitare il più possibile». Il messaggio è chiaro: la democrazia non è un automatismo, va coltivata. «Spetta a tutti noi rafforzare la consapevolezza del valore di ogni voto», ha concluso.
Per arginare il calo della partecipazione, la Regione ha già esteso l'orario di voto fino alle ore 22:00. Ma il problema di fondo resta culturale. Il nuovo dashboard di Eurac Research non si limita a fotografare il passato: vuole essere uno strumento per immaginare il futuro della democrazia locale, comune per comune, voto per voto.




