Milano – Un anno di sfide estreme, ma anche di scelte coraggiose. Raben Group, operatore logistico europeo con radici familiari e 90 anni di storia, ha presentato il bilancio del 2025: un esercizio segnato da incertezze geopolitiche, inflazione, carenza di manodopera e pressione sui costi che ha messo in difficoltà l'intero settore. Eppure, il Gruppo è riuscito a trasformare le difficoltà in carburante per una crescita strategica, chiudendo l'anno con ricavi consolidati superiori a 2,3 miliardi di euro (in aumento del 6% rispetto al 2024) e un incremento delle spedizioni del 5,1%.
Numeri che acquistano ancora più valore se letti sullo sfondo di un mercato europeo del trasporto su strada generalmente in contrazione. «Dobbiamo riconoscere apertamente che si è trattato di un anno molto impegnativo – ha dichiarato Ewald Raben, CEO del Gruppo –. Volumi in calo e crescenti pressioni sui costi hanno inciso anche su di noi, in particolare nella seconda metà dell'anno. Nonostante queste condizioni, abbiamo dimostrato resilienza».
La solidità operativa si è manifestata soprattutto nell'Europa centrale e orientale, dove diversi Paesi hanno registrato performance particolarmente vivaci. Il trasporto su strada rimane il cuore dell'attività, rappresentando quasi il 67% del portafoglio servizi, seguito dalla contract logistics (13%), dal FTL (oltre il 7%) e dalla Fresh Logistics (7%). A sostenere i conti ha contribuito anche un flusso di cassa operativo di circa 100 milioni di euro, mentre l'EBITDA si è attestato oltre la soglia del 5%.
Il risultato netto, spiega il Gruppo, è stato influenzato negativamente dall'ammortamento non monetario dell'avviamento derivante dalle acquisizioni, chiudendo in perdita. Una scelta consapevole: «Consideriamo questi risultati come investimenti orientati al futuro – ha precisato Raben – fondamenta per una crescita stabile nel 2026».
Il 2025 è stato anche l'anno dell'allargamento geografico. Con l'ingresso in Svizzera (grazie all'integrazione di Sieber Transport AG, azienda familiare con oltre 50 anni di storia) e in Turchia, il numero di Paesi in cui Raben opera con unità dirette è salito a diciassette. La Turchia rappresenta un passaggio simbolico e strategico: non solo un nuovo mercato, ma il primo in Asia, che trasforma il Gruppo in un operatore sempre più globale, ponendosi come hub tra Europa, Medio Oriente e Cina.
Parallelamente, a febbraio è stata completata l'acquisizione al 100% di DGO Express nei Paesi Bassi, azienda familiare con 130 dipendenti e una flotta di 80 veicoli, integrata nella sede di Hoogeveen.
La strategia di Raben non si è limitata alle acquisizioni. In Germania, dove il Gruppo ha celebrato 20 anni di presenza, sono stati inaugurati due nuovi centri logistici: a Garching (8.500 m² di cross-docking) e a Baden-Baden (oltre 30.500 m², con 5.500 m² di magazzino, 51 rampe e ricariche per elettrici). In Austria è nato un magazzino da 14.000 m² con impianti fotovoltaici, mentre la Romania ha quasi raddoppiato la capacità di stoccaggio (da 19.000 a 32.200 m²) e la Slovacchia ha aperto due nuove sedi.
Sul fronte della sostenibilità, il Gruppo ha ottenuto la medaglia d'argento EcoVadis, posizionandosi nel 15% delle aziende globali più attente ai criteri ESG. L'obiettivo è ridurre del 60,4% le emissioni Scope 1 e 2 entro il 2032. Già oggi la flonta si arricchisce di veicoli alimentati a HVO100 e camion elettrici, mentre continuano gli investimenti in formazione con simulatori di guida in realtà virtuale.
Non solo numeri. Nel 2025 il convoglio natalizio di Raben ha distribuito oltre 151.000 doni nell'Europa orientale, e le raccolte alimentari hanno permesso di trasportare 752 tonnellate di prodotti. «Non è questo il momento di rallentare» ha concluso Ewald Raben. Con 13.000 dipendenti, 11.000 veicoli e circa 2 milioni di m² di magazzini, il Gruppo si prepara a un 2026 di ulteriore consolidamento, forte di una visione chiara: la logistica con "volto umano" cresce anche quando il vento è contrario.




