News - 08 aprile 2026, 15:21

Villa Arconati ha riaperto a Pasquetta con una caccia al tesoro e una nuova sala restaurata

Dieci anni di aperture per la “piccola Versailles di Milano”. Da lunedì 6 aprile la Villa è tornata accessibile ogni domenica fino a dicembre, con visite guidate, la Camera da Letto Celeste rinnovata e un ricco calendario di eventi tra musica, arte e mitologia.

Villa Arconati ha riaperto a Pasquetta con una caccia al tesoro e una nuova sala restaurata

Bollate. Con l’arrivo della primavera, è tornato a splendere uno dei gioielli del patrimonio lombardo. Lo scorso lunedì 6 aprile, in occasione del Lunedì dell’Angelo, Villa Arconati ha riaperto ufficialmente le sue porte al pubblico per la stagione 2026. Un’apertura che quest’anno ha assunto un significato particolare: la “regia villa” di Castellazzo, nel cuore del Parco delle Groane a pochi chilometri da Milano, ha festeggiato infatti dieci anni di aperture al pubblico. Una ricorrenza che la Fondazione Augusto Rancilio ha scelto di celebrare con un ricco programma di attività per famiglie, nuovi restauri e un calendario di eventi che si snoderà fino a dicembre.

La giornata di apertura è stata pensata soprattutto per i più piccoli. Alle ore 11.15 e alle 15.00, le famiglie con bambini dai 4 ai 10 anni hanno potuto partecipare alla “Caccia ai tesori del pavone”. Protagonista dell’avventura è stato Argo, il pavone pasticcione che vive nel parco della Villa e che, tra fontane, teatri di verzura e antiche statue, aveva nascosto alcuni dei suoi oggetti più preziosi. L’attività, della durata di circa 75 minuti, ha guidato grandi e piccoli alla scoperta degli angoli più suggestivi del giardino storico. In caso di maltempo – che per fortuna non si è verificato – l’esperienza si sarebbe svolta all’interno del palazzo. La partecipazione è stata gratuita per i bambini, mentre per gli adulti accompagnatori il costo è stato di 16 euro (biglietto d’ingresso e visita guidata inclusi).

Villa Arconati non è solo un luogo incantato. È uno degli esempi più illustri di “villa di delizia” del patriziato milanese, soprannominata già nelle guide turistiche settecentesche come la “piccola Versailles di Milano”. Il progetto di ampliamento voluto dal visionario Galeazzo Arconati nel 1610 trasformò un semplice casamento di campagna in una residenza monumentale di diecimila metri quadrati, con settanta sale solo nel piano nobile.

Proprio in quel piano, dopo i lavori dei mesi invernali, è stata resa visitabile una novità assoluta: la Camera da Letto Celeste. La stanza, che affaccia sulla Corte Nobile e sul Teatro di Diana, non esisteva nemmeno nel Seicento – qui probabilmente si trovava un ballatoio – ed è stata realizzata nel Settecento, nel periodo di massimo splendore della Villa. Prende il nome dalle delicate sfumature celesti di pareti e volta, arricchite da stucchi e decorazioni dorate in tipico stile barocchetto lombardo. Un tempo custodiva un letto a baldacchino in velluto blu con ricami in oro, disegnato da Raffaello e realizzato da Giovanni da Udine. Oggi, restaurata, torna a raccontare quella magnificenza.

Le meraviglie, però, non finiscono qui. Al piano nobile spiccano la Sala di Fetonte, affrescata dai Fratelli Galliari – gli stessi scenografi che inaugurarono il Teatro alla Scala – e la Sala da Ballo con dieci specchi antichi che al tramonto creano un’atmosfera unica. Al piano terra, invece, la Gipsoteca custodisce un pezzo eccezionale: una scultura in marmo del I secolo d.C., alta tre metri, portata qui da Roma nel 1627. Si credeva raffigurasse Pompeo Magno, la statua sotto la quale – secondo una leggenda – fu pugnalato Giulio Cesare. Un capolavoro che solo Villa Arconati può vantare.

Da non perdere la Biblioteca con duemila volumi antichi, il Camerino funebre di Gaston de Foix (ricostruito nel 2023 con il Castello Sforzesco) e le Scuderie, progettate studiando il codice di Leonardo da Vinci della “scuderia ideale” – uno dei dodici codici acquistati da Galeazzo Arconati e donati all’Ambrosiana nel 1637.

Il parco monumentale di dodici ettari è uno dei pochissimi esempi in Lombardia di giardino all’italiana e alla francese sopravvissuto senza essere trasformato all’inglese nell’Ottocento. Tra i suoi gioielli: il Teatro di Diana, il Teatro Grande con la Scalinata dei Draghi, il Labirinto ricostruito da incisioni settecentesche, la Voliera restaurata e il grande parterre di due ettari, rarissimo esempio di giardino alla francese nella regione.

La stagione 2026 si preannuncia ricca di appuntamenti. Dal 19 aprile al 5 luglio, la mostra collettiva “Luce” a cura di Diana Segantini porterà l’arte contemporanea a dialogare con gli spazi storici della Villa. Il 19 aprile, alle ore 11.00, il Festival della Mitologia (III edizione) aprirà con “Contro Narciso”, un incontro dedicato all’educazione alla bellezza. E poi il Festival di Villa Arconati: dal 2 luglio sono in programma i Gipsy Kings by Diego Baliardo, Giovanni Allevi, Arisa, Paolo Fresu in “Heroes. Omaggio a David Bowie”, Pacifico in concerto all’alba e un docufilm su Pino Daniele.

La Villa è tornata accessibile ogni domenica dalle 11.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00) e resterà aperta fino al 13 dicembre. Biglietto ingresso libero 11 euro (ridotto 8 euro), gratuito per under 10, possessori di Abbonamento Musei e per chi compie gli anni. Visita guidata: 16 euro (ridotto 13 euro). È disponibile anche il FAR Pass 2026 a 40 euro per ingressi illimitati. Il Caffè Goldoni offre il Lunch domenicale (35 euro, vino e acqua inclusi). Info e prenotazioni sul sito www.villaarconati-far.it.

Redazione

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