News - 02 aprile 2026, 10:00

IVA digitale, svolta per partite IVA e PMI: meno burocrazia e più controlli nel mercato unico europeo

Con la riforma ViDA cambia la gestione dell’imposta per e-commerce, servizi digitali e piattaforme: registrazione unica, e-fattura e nuovi obblighi entro il 2030

IVA digitale, svolta per partite IVA e PMI: meno burocrazia e più controlli nel mercato unico europeo

L’Unione europea accelera sulla digitalizzazione fiscale con il progetto ViDA (VAT in the digital age), recepito dall’Italia attraverso la legge di delegazione europea. La riforma mira a semplificare gli adempimenti per partite IVA e piccole e medie imprese, riducendo gli ostacoli nel commercio transfrontaliero e rafforzando al contempo i controlli contro l’evasione. Il nuovo sistema introduce strumenti digitali avanzati, con effetti rilevanti soprattutto per le attività che operano nell’e-commerce e nei servizi online.

Nuove regole per e-commerce e PMI
Uno degli elementi centrali è l’estensione del sistema OSS (One Stop Shop), che consentirà alle imprese di gestire l’IVA dovuta nei diversi Paesi dell’Unione tramite un unico portale nazionale. Fino ad oggi, le PMI che vendevano all’estero erano spesso costrette ad aprire più partite IVA, sostenendo costi amministrativi e consulenziali elevati. Con la registrazione unica, prevista entro luglio 2028, sarà possibile dichiarare e versare l’imposta in modo centralizzato, semplificando le procedure e favorendo l’accesso al mercato europeo. Secondo la Commissione europea, la misura ridurrà in modo significativo gli oneri burocratici e migliorerà la competitività delle imprese, in particolare quelle di dimensioni ridotte.

Fatturazione elettronica e piattaforme digitali
La riforma introduce inoltre l’obbligo di fatturazione elettronica per le operazioni transfrontaliere tra imprese, con trasmissione dei dati quasi in tempo reale. Questo sistema sostituirà progressivamente gli attuali adempimenti periodici, come i modelli Intrastat, permettendo alle amministrazioni fiscali di incrociare le informazioni in modo più rapido ed efficace. Il Consiglio dell’Unione europea evidenzia che il digital reporting contribuirà a contrastare le frodi IVA e a rendere i controlli meno invasivi per i contribuenti in regola.

 Un ulteriore cambiamento riguarda le piattaforme digitali attive nei servizi di affitti brevi e nel trasporto passeggeri. In questi casi, le piattaforme diventeranno responsabili della riscossione e del versamento dell’IVA quando i fornitori non risultano registrati, uniformando il trattamento fiscale e riducendo le distorsioni concorrenziali rispetto agli operatori tradizionali. Il calendario di attuazione prevede un percorso graduale: dal 2026 con l’avvio del recepimento nazionale, fino al 2030, quando entreranno a regime sia l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica europea sia i sistemi di reporting digitale in tempo reale.

Mario Gentile

SU