Bentornati con la nostra rubrica dedicata al turismo. Oggi analizziamo il fenomeno del turismo abusivo in Italia, un sistema parallelo in forte espansione che si sviluppa accanto alla crescita record dei flussi turistici.
Negli ultimi anni il turismo si è confermato uno dei motori principali dell’economia italiana, ma accanto alla crescita dei flussi si è sviluppato un fenomeno sempre più difficile da controllare, il turismo abusivo.
Secondo i dati più recenti, l’Italia ha registrato circa 74 milioni di turisti stranieri nel 2024, per un totale di 466 milioni di presenze, un volume imponente che contribuisce a oltre il 5% del PIL nazionale e a più del 6% dell’occupazione.
Tuttavia, proprio questa crescita ha alimentato un sistema parallelo, spesso fuori dalle regole. Il cuore del problema è rappresentato dalle locazioni turistiche di breve durata, diffuse attraverso piattaforme online.
Secondo un’indagine di Federconsumatori, solo il 52% degli immobili in affitto breve è dotato del Codice Identificativo Nazionale (CIN), obbligatorio per legge, mentre appena l’8,5% degli appartamenti, circa uno su dodici, risulta completamente in regola includendo anche i requisiti di sicurezza.
Questi dati indicano una vasta area di irregolarità e in alcune città la situazione è particolarmente critica, come ad esempio solo il 32% degli immobili a Napoli risulta registrato correttamente, mentre città come Firenze e Bologna restano sotto il 50%. Anche i tentativi di regolamentazione stanno incontrando difficoltà, infatti nel 2025 la regolarizzazione di nuove strutture è cresciuta di meno del 2% in un mese, segnale di un sistema ancora largamente fuori controllo.
Il fenomeno si inserisce in un contesto di forte espansione del turismo.
Negli ultimi anni i contratti di locazione turistica sono aumentati del 9% nel 2024 rispetto al 2023 e in alcune regioni si registrano numeri molto elevati, basti pensare che solo in Toscana si contavano oltre 70.000 alloggi turistici nel 2024.
Eventi straordinari amplificano ulteriormente il fenomeno, si pensi al Giubileo 2025, ad esempio, che aumenterebbe fino a 32 milioni di visitatori a Roma, aumentando la pressione sul mercato degli affitti.
Il turismo abusivo ha conseguenze dirette sui territori, soprattutto nelle grandi città e nei centri storici, tra cui l’aumento dei prezzi degli affitti per i residenti, la riduzione dell’offerta di case a lungo termine e la trasformazione dei quartieri in aree a vocazione esclusivamente turistica.
Non a caso il 35% degli italiani considera gli affitti brevi un problema, mentre il 54% chiede regole più severe, e parallelamente cresce il dibattito sull’overtourism, percepito come criticità da oltre la metà della popolazione.
Negli ultimi anni sono state introdotte diverse misure, come l’obbligo del Codice Identificativo Nazionale, controlli più severi sugli affitti turistici e limitazioni al self check-in e alle key box; tuttavia, l’efficacia di queste politiche è ancora limitata sia per la difficoltà dei controlli sia per la rapidità con cui il mercato si adatta alle nuove regole.
Il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per l’Italia, ma il suo sviluppo non regolato rischia di produrre effetti distorsivi e il problema del turismo abusivo non riguarda solo la legalità ma anche la sostenibilità sociale delle città, rendendo sempre più urgente la ricerca di un equilibrio tra crescita economica e tutela dei territori.




