News - 31 marzo 2026, 16:57

La Basilicata si presenta al Vinitaly 2026 con il Vulture Città Italiana del Vino e un progetto di sistema

L'assessore Cicala alla presentazione di Roma: "Saremo a Verona con la consapevolezza di rappresentare una regione che esprime qualità, identità e legame con i territori". In campo l’internazionalizzazione, il riconoscimento UNESCO della cucina italiana e il rilancio del comparto vitivinicolo lucano

La Basilicata si presenta al Vinitaly 2026 con il Vulture Città Italiana del Vino e un progetto di sistema

ROMA – La Basilicata si prepara a scendere in campo per la 58ª edizione di Vinitaly, il salone internazionale del vino e dei distillati in programma a Veronafiere dal 12 al 15 aprile, con la consapevolezza di portare in vetrina non solo eccellenze enologiche, ma un intero sistema territoriale fatto di identità, tradizione e capacità di innovazione. A tracciare la rotta, l’assessore regionale alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Carmine Cicala, che ha partecipato a Roma, nella Sala della Lupa della Camera dei Deputati, alla presentazione ufficiale della manifestazione, momento di avvicinamento a quella che si preannuncia come un’edizione cruciale per il comparto vitivinicolo nazionale.

L’incontro romano ha offerto l’occasione per ascoltare le linee strategiche tracciate dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare la presenza del vino italiano sui mercati internazionali, sostenere le imprese in un contesto economico sempre più complesso e valorizzare la qualità all’interno di una visione di sistema strutturata e condivisa. Un approccio che, come ha sottolineato Cicala, trova piena sintonia con il percorso che la Basilicata sta portando avanti da tempo.

“L’intervento del Ministro Lollobrigida ha delineato una direzione chiara – ha dichiarato l’assessore –: rafforzare la presenza sui mercati internazionali, sostenere le imprese e valorizzare la qualità del vino italiano all’interno di una visione di sistema sempre più strutturata”. In questo quadro strategico, un ruolo centrale è giocato dall’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, che accompagna le aziende nei percorsi di apertura verso i mercati esteri, contribuendo a consolidare il posizionamento globale del Made in Italy agroalimentare.

“Promuovere il vino italiano vuol dire rafforzare identità, imprese e territori. È dentro questa prospettiva che la Basilicata si prepara alla 58ª edizione di Vinitaly”, ha aggiunto Cicala, sottolineando come la manifestazione veronese rappresenti da sempre un appuntamento irrinunciabile per il settore: uno spazio privilegiato in cui istituzioni, imprese e operatori si incontrano, tessono relazioni e gettano le basi per collaborazioni durature.

Per la Basilicata, Vinitaly 2026 non sarà solo una vetrina commerciale, ma un’occasione per raccontare un modello di sviluppo che lega indissolubilmente la qualità enologica al valore paesaggistico, culturale e identitario dei territori. Un elemento, quest’ultimo, che si intreccia con un riconoscimento di portata internazionale: la cucina italiana è stata recentemente insignita del titolo di Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO, e il vino – ha ricordato l’assessore – ne è parte integrante, rappresentando uno degli strumenti più efficaci per raccontare il Paese nel mondo.

“Vinitaly – ha spiegato Cicala – è uno spazio in cui istituzioni, imprese e operatori si incontrano e costruiscono relazioni. Per la Basilicata questa dimensione deve tradursi in occasioni concrete di promozione e crescita. Il vino, inoltre, è parte integrante della cucina italiana, recentemente riconosciuta patrimonio UNESCO, e rappresenta uno degli strumenti più efficaci per raccontare il nostro Paese nel mondo”.

A rendere l’edizione 2026 particolarmente significativa per la regione, c’è anche un altro elemento: il riconoscimento del Vulture come Città Italiana del Vino, un titolo che rafforza il posizionamento della Basilicata sulla scena nazionale e apre nuove prospettive di valorizzazione per un territorio già noto per l’Aglianico del Vulture, uno dei rossi più apprezzati dagli appassionati e dalla critica internazionale.

“Saremo a Verona con la consapevolezza di rappresentare una regione che esprime qualità, identità e legame con i territori – ha affermato Cicala –. In questa cornice si inserisce anche il riconoscimento del Vulture come Città Italiana del Vino, che rafforza il posizionamento della Basilicata e apre nuove opportunità di valorizzazione”.

Un titolo che non rappresenta un punto di arrivo, ma un trampolino di lancio per un lavoro di sistema che l’assessore sintetizza in tre parole chiave: qualità, promozione e visione istituzionale. “Il lavoro da portare avanti – ha concluso Cicala – è quello di tenere insieme qualità, promozione e visione istituzionale, affinché ogni occasione nazionale e internazionale produca risultati concreti per le imprese e per l’intero territorio regionale”.

Con lo sguardo già puntato al prossimo aprile, la Basilicata si prepara quindi a scrivere un nuovo capitolo della sua storia enologica, forte di un’identità sempre più riconoscibile e di un comparto che, nonostante le difficoltà del settore a livello globale, continua a credere nella forza del fare sistema.

Redazione

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