È stata insediata questa mattina a Palazzo d’Orléans la cabina di regia che avrà il compito di dare piena attuazione alla legge regionale antimafia n. 24 del 5 giugno 2025, intitolata “Liberi di scegliere”. L’annuncio è stato dato dal presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, nel corso di una riunione che segna l’avvio della fase operativa di una normativa definita dallo stesso governatore «un unicum nel panorama nazionale».
La legge punta a offrire a minori, giovani e famiglie che vivono in contesti di criminalità organizzata una concreta alternativa all’illegalità, attraverso un sistema coordinato di misure che spaziano dalla protezione sociale al sostegno scolastico e formativo. L’obiettivo è intervenire alla radice del fenomeno mafioso, sottraendo al crimine il consenso e la complicità delle nuove generazioni.
«Ho voluto questa cabina di regia – ha spiegato Schifani – perché le norme, per diventare concrete, hanno bisogno di coordinamento, soprattutto quando coinvolgono una pluralità di enti e soggetti. È un tema che mi sta particolarmente a cuore e sul quale intendiamo agire con determinazione. Con le prossime variazioni di bilancio destineremo risorse aggiuntive per dare a questa legge la forza che merita. Mi auguro che questa esperienza possa diventare un modello di riferimento per l’intero Paese».
Alla cabina di regia parteciperanno, oltre al presidente della Regione, i dirigenti degli assessorati della Famiglia, della Salute e dell’Economia, l’Ufficio scolastico regionale, l’Anci, i Tribunali per i minorenni, gli uffici dei servizi sociali, le Prefetture, le Asp e le Università. Il coordinamento tra questi soggetti dovrà garantire azioni amministrative rapide e sinergiche, oltre alla definizione dei criteri per l’erogazione delle risorse attraverso una pianificazione pluriennale.
Attualmente la legge può contare su uno stanziamento di circa 3 milioni di euro. A questi si aggiungeranno i fondi previsti dalle prossime manovre di bilancio e un cospicuo finanziamento proveniente dal Fondo sociale europeo.
Tra i compiti della cabina di regia figura anche il potenziamento delle équipe multidisciplinari previste dalla normativa: team composti da psicologi, assistenti sociali ed educatori che, in collaborazione con i tribunali e i servizi sociali, avranno il compito di prendere in carico i minori e i familiari che scelgono di intraprendere un nuovo percorso di vita lontano dalle mafie.
Particolarmente significativo il messaggio arrivato dal presidente del Tribunale per i minorenni di Catania, Roberto Di Bella, collegato da remoto alla riunione. La sua esperienza sul campo ha ispirato l’impianto stesso della legge. «Ricevo richieste di informazioni non solo dall’Italia, ma anche dall’estero – ha dichiarato Di Bella –. Sono particolarmente felice del fatto che proprio in Sicilia, terra che ha subito il vulnus della mafia, sia la Regione stessa a creare gli anticorpi. Ringrazio il presidente Schifani per questa iniziativa».
All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il capo di gabinetto dell’assessorato della Famiglia Patrizia Valenti, la consulente della Presidenza Simona Vicari, i dirigenti generali dei dipartimenti per le Attività sanitarie Giacomo Scalzo, della Famiglia e politiche sociali Ettore Foti, dell’Istruzione Vincenzo Cusumano, oltre a numerosi rappresentanti del mondo della scuola, delle Asp e dei Comuni.
Con l’avvio della cabina di regia, la Sicilia compie un passo avanti concreto nella strategia di contrasto alla criminalità organizzata, puntando non solo sulla repressione, ma sulla costruzione di opportunità reali per chi desidera liberarsi dal giogo mafioso.




