Un welfare che non si limita a erogare prestazioni, ma che attiva risorse e genera valore anche sul piano economico. È il modello discusso al convegno “Il Noi che genera comunità”, tenutosi a Genova, dove istituzioni e operatori hanno evidenziato la necessità di superare un approccio tradizionale per costruire reti territoriali più integrate. Un cambiamento che, oltre agli effetti sociali, coinvolge direttamente il sistema produttivo locale, composto in larga parte da attività autonome e imprese di piccola dimensione.
Crescita della domanda e ruolo dei servizi locali
Le dinamiche demografiche e sociali stanno ridefinendo il fabbisogno di servizi. Secondo Istat, nel 2025 gli over 65 rappresentano circa il 24% della popolazione italiana, mentre continua a crescere il numero di famiglie con bisogni assistenziali complessi. Questo scenario spinge la domanda di servizi domiciliari, educativi e di supporto sociale, ambiti nei quali operano numerosi professionisti e piccole realtà imprenditoriali. Il welfare di comunità, in questo contesto, punta a valorizzare le competenze diffuse sul territorio, integrando l’azione pubblica con quella degli operatori locali. Il Piano Sociale Integrato Regionale della Liguria 2024-2026 prevede proprio il rafforzamento dei servizi di prossimità attraverso reti tra enti pubblici, Terzo settore e soggetti economici. Si tratta di un’impostazione che amplia il mercato dei servizi alla persona e favorisce la stabilità di molte attività legate alla cura, alla formazione e all’assistenza.
Integrazione e nuove filiere economiche
Il modello si basa su una governance condivisa, capace di mettere in relazione diversi livelli istituzionali e attori economici. Secondo il Ministero del Lavoro, l’economia sociale in Italia supera gli 80 miliardi di euro e coinvolge oltre 1,5 milioni di lavoratori, con una presenza significativa di piccole imprese e lavoro autonomo. L’integrazione tra pubblico e privato consente di costruire filiere locali più strutturate, migliorando l’efficienza della spesa sociale e creando nuove opportunità di occupazione. Nel corso del convegno è stato sottolineato come l’utilizzo di fondi europei e nazionali per l’innovazione sociale rappresenti un elemento decisivo per sostenere questi processi. In Liguria, il percorso avviato mira a consolidare le reti territoriali e a rendere i servizi più accessibili, con ricadute economiche dirette sulle attività coinvolte e sullo sviluppo complessivo del territorio.




