News - 24 marzo 2026, 12:56

Matera capitale del Mediterraneo, Bardi: “Un laboratorio di dialogo e pace tra le due sponde”

Il presidente della Regione Basilicata alla cerimonia inaugurale: “Con Tétouan costruiamo un ponte culturale. La pace si fa con le comunità, la conoscenza e la cooperazione concreta”

Matera capitale del Mediterraneo, Bardi: “Un laboratorio di dialogo e pace tra le due sponde”

Matera si veste ancora una volta di un ruolo internazionale. A distanza di sette anni dall’esperienza di Capitale europea della cultura, la città dei Sassi diventa Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, titolo condiviso con la marocchina Tétouan. Un riconoscimento che, nelle intenzioni di chi lo ha promosso, vuole trasformarsi in un programma di cooperazione capace di attraversare il Mare Nostrum in un momento storico segnato da tensioni e conflitti.

A tracciare il senso dell’iniziativa è stato il presidente della Giunta regionale della Basilicata, Vito Bardi, intervenuto alla cerimonia inaugurale tenutasi nella città lucana. “Non celebriamo soltanto un titolo – ha dichiarato – ma inauguriamo una visione. La visione di un Mediterraneo che imbraccia la cultura come arma potente di costruzione”.

Nel suo discorso, Bardi ha ripercorso il valore simbolico del Mediterraneo, culla millenaria di civiltà, luogo di incontro tra Europa e Africa, tra coste e terre interne. “Questo mare ha conosciuto la sua grandezza quando ha scelto la via della conoscenza”, ha sottolineato il governatore, ricordando che Matera e Tétouan, entrambe Patrimonio Unesco, rappresentano “porte d’ingresso” e luoghi dove la storia non è mai stata un confine ma un ponte.

Proprio in questo ponte, secondo Bardi, risiede il messaggio più autentico dell’iniziativa: un messaggio di pace. Con una citazione di Nelson Mandela – “La pace è un sogno, può diventare realtà… Ma per costruirla bisogna essere capaci di sognare” – il presidente ha voluto ribadire la necessità di trasformare l’aspirazione in azione concreta. “In questo Mediterraneo attraversato da tensioni e conflitti, due città dell’entroterra dimostrano che il dialogo non è un gesto simbolico, ma una scelta concreta. La pace si costruisce così, mettendo in relazione le comunità, condividendo conoscenze, creando fiducia”.

La scelta di Matera e Tétouan non è casuale. Entrambe città di antica tradizione, accomunate da una storia fatta di stratificazioni culturali, diventano ora laboratorio di un modello che intreccia dialogo culturale, cooperazione economica e scambi formativi. Bardi ha inserito questo percorso nella più ampia strategia mediterranea del Governo italiano, richiamando il Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo: “Per raggiungere stabilità e sviluppo bisogna passare dalla conoscenza, dal rispetto e dalla collaborazione tra le società civili”.

Un’idea di sviluppo che, ha ricordato il presidente, affonda le radici nel pensiero di Adriano Olivetti, il quale negli anni Cinquanta vide in Matera un luogo emblematico per ripensare il progresso mettendo al centro la dignità della persona, la qualità dell’abitare e la forza della comunità. “Oggi portiamo quella lezione nel Mediterraneo: una cultura diffusa, radicata nei territori, capace di generare coesione e responsabilità condivisa”.

Nel suo intervento, Bardi ha voluto sottolineare che Matera 2026 non è solo un’iniziativa istituzionale, ma appartiene innanzitutto alle popolazioni che abitano il Mediterraneo da millenni. “Sono loro i veri protagonisti: le donne e gli uomini che custodiscono narrazioni antiche, che portano nel quotidiano visioni, gesti, saperi, percezioni che nessun piano strategico può inventare”.

Un richiamo alla dimensione popolare e partecipativa della cultura, che il presidente ha voluto suggellare con un omaggio a uno degli artisti più amati della Basilicata, Pino Mango, il quale dedicò al Mediterraneo una delle sue canzoni più celebri. “Mediterraneo da scoprire”, ha citato Bardi, evocando il verso del cantautore scomparso.

La Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo si prospetta come un anno ricco di appuntamenti e progetti, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni. “I nostri giovani potranno trovare percorsi formativi e rigenerativi nei progetti euro-mediterranei”, ha annunciato il presidente, confermando l’impegno della Regione Basilicata a sostenere l’iniziativa con una visione chiara: “La cultura come infrastruttura civile”.

La cerimonia inaugurale, ospitata in un teatro della città, ha segnato l’avvio ufficiale di un percorso che vedrà Matera e Tétouan dialogare per tutto il 2026, con l’ambizione di offrire al Mediterraneo un modello di cooperazione basato su cultura, conoscenza e fiducia reciproca. “Italia e Marocco – ha concluso Bardi – possiamo costruire un Mediterraneo più unito, più consapevole, più capace di generare pace, sviluppo e opportunità”.

Redazione

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