News - 20 marzo 2026, 12:27

Radica accelera sul carbon farming: “Ecco l’infrastruttura per decarbonizzare il Mediterraneo”

Al via il vertice europeo di Padova, la startup pugliese presenta la piattaforma che collega i piccoli agricoltori ai mercati globali del carbonio, rispondendo ai nuovi obblighi normativi UE

Radica accelera sul carbon farming: “Ecco l’infrastruttura per decarbonizzare il Mediterraneo”

Padova – Mentre a Padova prende il via la terza edizione dell’European Carbon Farming Summit, l'attenzione degli addetti ai lavori è tutta concentrata su una sfida cruciale: come trasformare l'agricoltura da problema a soluzione nella crisi climatica. Con il sold-out registrato per l'evento in programma fino al 19 marzo, è chiaro che la transizione ecologica del settore primario non è più un'opzione, ma una necessità industriale trainata da nuove e stringenti normative europee .

In questo contesto di cambiamento epocale, a farsi strada è una voce nuova, quella di Radica, Mediterranean carbon infrastructure company con sede a Ostuni, che ha scelto il palco del Summit per il suo debutto ufficiale. L'azienda, nata dall'evoluzione di Alberami, si presenta con una missione ambiziosa: colmare il vuoto infrastrutturale che impedisce all'agricoltura mediterranea di accedere ai mercati del carbonio e di rispondere ai nuovi obblighi di rendicontazione.

Il quadro normativo europeo sta cambiando radicalmente le regole del gioco per le grandi aziende agroalimentari. Direttive come la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e l'EUDR (Deforestation Regulation) impongono standard di rendicontazione sempre più rigorosi. Non si tratta più di dichiarare buoni propositi, ma di dimostrare, con dati primari certificati, la riduzione delle emissioni lungo l'intera filiera. Una sfida complessa, considerando che per molte multinazionali del food & beverage, la produzione agricola delle materie prime incide per il 90-95% dell'impronta climatica totale.

È qui che emerge il paradosso del Mediterraneo. Il suo tessuto produttivo, composto da migliaia di piccole aziende agricole, possiede un potenziale agronomico straordinario: colture legnose come oliveti, agrumeti e vigneti hanno una capacità di sequestro del carbonio 3-4 volte superiore rispetto ai cereali del Nord Europa. Tuttavia, la frammentazione del settore impedisce di generare quei dati verificabili, georeferenziati e tracciabili oggi richiesti dal mercato.

È proprio su questo nodo strutturale che si concentra l'intervento di Francesco Musardo, CEO di Radica, tra i keynote speaker del Summit. L'azienda ha sviluppato una piattaforma tecnologica che integra sistemi avanzati di Measurement, Reporting & Verification (MRV). Utilizzando dati satellitari, mappe catastali, modelli biofisici del suolo e rilevazioni agronomiche dirette, Radica digitalizza le aziende agricole, trasformando i dati ambientali in asset finanziari.

Il modello consente di generare due flussi di valore dalla stessa superficie: da un lato, supporta le aziende food & beverage nella decarbonizzazione delle proprie filiere (insetting); dall'altro, produce crediti di carbonio agricoli ad alta integrità destinati al mercato volontario (offsetting). I crediti, già verificati da terze parti indipendenti per oltre 75.000 tonnellate di CO₂ rimossa, sono registrati presso l'International Carbon Registry, garantendo trasparenza e conformità agli standard internazionali.

“La sostenibilità non è più una scelta strategica: sta diventando l'infrastruttura su cui si reggeranno le filiere agroalimentari del futuro”, ha dichiarato Musardo. “Per decarbonizzare davvero l’agricoltura servono dati agricoli certificati, generati direttamente nei campi. Il Mediterraneo non ha un problema di potenziale agronomico, ma di infrastruttura. Radica nasce per costruirla”.

Con oltre 20.000 ettari gestiti e più di 650 agricoltori coinvolti tra Italia e Spagna, Radica si propone come l'anello di congiunzione tra il mondo della produzione primaria e i grandi buyer internazionali, in un mercato – quello europeo del carbon farming – che secondo le stime potrebbe raggiungere i 2,3 miliardi di euro entro il 2030. Un'opportunità immensa, che però richiede di superare la frammentazione e costruire un'infrastruttura dati solida e credibile, capace di rendere il carbon farming misurabile, verificabile e, soprattutto, finanziabile.

Redazione

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