News - 19 marzo 2026, 11:00

Educazione finanziaria, parte “Te lo dico cash” di Fabi

La campagna nella Global Money Week dell’Ocse punta ai giovani e alla gestione consapevole del reddito

Educazione finanziaria, parte “Te lo dico cash” di Fabi

Partita il 16 marzo “Te lo dico cash”, la campagna di educazione finanziaria promossa dalla Federazione autonoma bancari italiani (Fabi) nell’ambito della Global Money Week, l’iniziativa internazionale coordinata dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) in programma fino al 22 marzo. L’obiettivo posto è quello di rafforzare le competenze economiche dei giovani che si affacciano al mondo del lavoro, accompagnandoli nelle prime decisioni legate alla gestione del reddito, del risparmio e degli strumenti bancari.

La Global Money Week, ormai alla quattordicesima edizione, è un programma globale dedicato alla diffusione dell’educazione finanziaria tra le nuove generazioni. Dal suo avvio nel 2012 ha coinvolto oltre 60 milioni di giovani in più di 170 Paesi. In Italia il coordinamento è affidato al Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria, istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Formazione finanziaria e primo reddito

Il progetto realizzato dalla Fabi prevede un evento online e un percorso digitale articolato in cinque video pensati per i social network. I contenuti affrontano alcune delle decisioni economiche più immediate per chi entra nel mercato del lavoro: primo stipendio, tipologie di retribuzione, errori più frequenti nella gestione del denaro e strumenti bancari più utilizzati.

Il tema assume rilievo anche per chi avvia un’attività autonoma o una microimpresa. Secondo la Banca d’Italia, infatti, una delle principali criticità delle microimprese italiane riguarda proprio le competenze finanziarie e digitali, elementi determinanti per la gestione dei flussi di cassa, l’accesso al credito e la pianificazione degli investimenti.

Competenze finanziarie: Italia in deficit

Il rafforzamento dell’educazione finanziaria resta una priorità anche alla luce dei dati internazionali. Le rilevazioni basate sugli indicatori OCSE mostrano che solo il 16,6% degli italiani possiede competenze finanziarie considerate adeguate, collocando il Paese al 36° posto su 39 economie analizzate. Ancora più critico il dato relativo alla comprensione dei prestiti e degli interessi: appena il 17% della popolazione dimostra di padroneggiarne il funzionamento.

Secondo gli osservatori del settore, questo deficit di conoscenze incide direttamente sulle scelte economiche di famiglie, lavoratori autonomi e piccole imprese, rendendo più difficile la pianificazione finanziaria e aumentando il rischio di indebitamento.

Mario Gentile

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