L’Intelligenza Artificiale non è più un miraggio tecnologico riservato ai colossi del settore, ma una leva strategica che anche le piccole e medie imprese e i liberi professionisti devono imparare a conoscere e utilizzare. E farlo non costa nulla, o quasi. Perché la formazione per dominare l'IA può essere interamente finanziata dai fondi interprofessionali, quei contributi che le aziende già versano e che spesso dimenticano di utilizzare.
Il dato è chiaro: se da un lato più della metà delle PMI italiane guarda con interesse all'IA, dall'altro la percentuale di chi è riuscito a trasformare questa curiosità in un progetto concreto si ferma al 7% per le aziende più piccole e al 15% per quelle medie. A frenare la corsa non sono solo le complessità tecnologiche, ma anche una normativa in evoluzione e la mancanza di competenze specifiche per gestire strumenti potenti ma insidiosi come i grandi modelli linguistici (LLM), da ChatGPT a Gemini.
Per rispondere a questa esigenza senza gravare sui bilanci aziendali, Formazione e Sviluppo Srl, ente di formazione accreditato da Regione Lombardia e attivo con il Fondo interprofessionale Formazienda, ha lanciato un percorso formativo pensato su misura per chi vuole passare dalla teoria alla pratica. Grazie ai fondi interprofessionali, il corso dal valore notevole diventa accessibile a costo zero (o quasi) per le imprese, che possono così investire in competenze strategiche senza alcun esborso diretto.
L'obiettivo è duplice: abbattere le barriere psicologiche che vedono l'IA come un mondo per soli informatici e fornire gli strumenti per utilizzarla in modo consapevole, efficace e, soprattutto, sicuro. "Troppe persone usano ChatGPT senza conoscerne i limiti: si rischia di diffondere dati riservati, di incorrere in violazioni della privacy o di affidarsi a risultati falsi generati dalla macchina", spiega Vittoria Rocchi, direttrice di Formazione e Sviluppo.
Il corso, che avrà la sua prima attivazione ad aprile con una durata modulabile dalle 24 alle 40 ore in base alle esigenze aziendali (in presenza o online), intende proprio colmare questo vuoto. Si parte dalle basi: comprendere cosa sia realmente una rete neurale, come funziona l'IA generativa e quali sono le sue molteplici applicazioni, dall'analisi delle immagini alla comprensione del linguaggio umano. Si passa poi alla pratica, con moduli dedicati all'uso di piattaforme open source per l'analisi dei big data (come Knime) e all'installazione locale di modelli LLM (come Ollama) per garantirne la riservatezza.
Un focus particolare è riservato al tema della normativa e dell'etica. Con l'entrata in vigore dell'AI Act europeo e della legislazione italiana, le aziende sono chiamate a una compliance stringente. I partecipanti apprenderanno come orientarsi tra i diversi modelli, come utilizzare il metodo CRISP per ottenere risposte affidabili e come evitare i pericolosi bias cognitivi che possono inficiare i risultati.
Il corso è realizzato in collaborazione con Easywork Engineers Srl, società specializzata in IA. Luca Pasquero, Amministratore Unico di Easyengineers, sottolinea il valore dell'iniziativa: "Questa partnership rappresenta un'opportunità unica per condividere la nostra esperienza sul campo, maturata lavorando con primarie realtà industriali, e tradurla in competenze concrete per le PMI".
Al termine del percorso, che può essere finanziato appunto grazie ai contributi già versati dalle aziende a Formazienda, verrà rilasciato un attestato di partecipazione che certifica le nuove competenze acquisite. Queste spaziano dalla costruzione di network per il marketing all'utilizzo di avatar e video generati dall'IA, fino alla creazione di agenti AI per automatizzare i processi. Un'occasione concreta, e a costo zero, per trasformare una rivoluzione incombente in un vantaggio competitivo tangibile.




