La Milano Fashion Week Women’s Autunno-Inverno 2026/2027, tenuta dal 24 febbraio al 2 marzo, cala il sipario con grande successo, confermandosi un settore strategico per lo sviluppo economico del capoluogo lombardo e un punto di riferimento mondiale per il fashion a livello globale. Con un impatto economico, sociale e creativo che supera il concetto stesso di rappresentare ciò che fa tendenza, fungendo da termometro di fenomeni che inglobano le diverse sfumature d’attualità.
Il calendario, composto da 54 sfilate fisiche, 8 digitali, 73 presentazioni e 27 eventi, con l’apertura di Diesel e la chiusura di Giorgio Armani, ha incluso sfilate ed eventi anche itineranti in diversi formati dedicati ai giovani talenti nazionali e internazionali, come quello realizzato da B-Iconic di Giulio Di Sabato, ex presidente Assomoda e Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, con la presenza del presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti e di Nicola Spadafora, presidente di CONFAPI Milano (associazione che rappresenta le piccole e medie industrie).
Un mix dal potenziale dirompente di certezze e incognite, tra coraggio e paure globali, con uno sguardo nel futuro, che evolve nel presente e apprende dal passato: un composto esplosivo di forze creative inesauribili legate ai singoli marchi e alle collezioni, ma soprattutto al sistema moda e al suo impatto e contributo complessivo nella società odierna.
Il punto
Con una crescita del 17,7% rispetto allo scorso anno, la Milano Fashion Week Women’s Autunno-Inverno 2026/2027 ha registrato un indotto complessivo superiore ai 217,4 milioni di euro, confermando il ruolo cruciale del settore per il tessuto economico e sociale di Milano e ciò che rappresenta come capitale della moda nel mondo e per l’affermazione del Made in Italy. Da quanto emerge dalle stime del Centro Studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, quest’anno sono saliti anche i numeri dei visitatori, a oltre 132.200 presenze. Di questi, il 55,3% italiani e il 44,7% stranieri.
La quota più consistente dell’indotto è stata destinata allo shopping, con circa 100 milioni di euro. Seguono ricettività e ristorazione con 84,8 milioni, poi trasporti con 32,6 milioni. Sul totale dell’indotto, 120,5 milioni di euro sono stati spesi dai visitatori italiani; 96,9 milioni di euro dai visitatori stranieri, per una spesa turistica pro capite di 1.644 euro (+0,2% rispetto al 2025).
“La crescita dell’indotto della Milano Fashion Week – afferma Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza – conferma la grande capacità attrattiva internazionale di Milano e assume un valore ancora più significativo nel contesto unico in cui si svolge quest’anno: ancora nell’atmosfera di Milano-Cortina, fra la fine dei Giochi Olimpici e l’inizio di quelli Paralimpici. Una concomitanza tra moda e periodo dei Giochi che amplifica visibilità, flussi turistici e opportunità economiche per tutto il sistema urbano, rafforzando il ruolo di Milano come piattaforma globale in cui grandi eventi sportivi e creativi generano sviluppo, innovazione e competitività per il territorio”.
Nota
Il sistema moda italiano è un pilastro economico che rappresenta circa il 5% del PIL nazionale. Con oltre 53.000-66.000 aziende e più di 1,2 milioni di addetti, il settore moda genera un fatturato che si avvicina ai 100 miliardi di euro, sostenuto fortemente dall’export, che rappresenta oltre il 70% del giro d’affari.
Viva la Milano Fashion Week!




