News - 11 marzo 2026, 17:14

Studiare all'estero conviene: l'83% trova lavoro prima della laurea. A Torino il boom della Fiera internazionale

Oltre 400 studenti da 30 licei hanno incontrato 49 atenei di 12 Paesi. Il fondatore di Valdo Academics: "All'estero stage dal primo anno, in Italia siamo indietro. E sui costi bisogna fare chiarezza"

Studiare all'estero conviene: l'83% trova lavoro prima della laurea. A Torino il boom della Fiera internazionale

TORINO – Un sogno nel cassetto che diventa sempre più una scelta concreta e razionale. Sono sempre di più gli studenti italiani che decidono di varcare i confini nazionali per costruirsi un futuro universitario e professionale, attratti da modelli didattici che puntano sull'esperienza pratica e su un contatto diretto con il mondo delle imprese. Il fenomeno è emerso con chiarezza durante la Fiera Universitaria Internazionale organizzata da Valdo Academics, che si è svolta sabato scorso presso il campus torinese della ESCP Business School.

L'evento ha registrato il tutto esaurito: 400 studenti provenienti da oltre 30 licei e scuole internazionali hanno affollato gli stand di 49 atenei arrivati da 12 Paesi diversi. Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Paesi Bassi, Francia, Spagna, Svizzera e Svezia solo per citarne alcuni. Un'occasione preziosa per ragazzi e famiglie di toccare con mano l'offerta formativa globale, tra corsi di laurea, master e programmi di specializzazione.

I numeri presentati durante la fiera raccontano di un divario sempre più ampio tra il sistema italiano e quello internazionale, soprattutto per quanto riguarda l'ingresso nel mondo del lavoro. "Le università di business ed economia presenti oggi possono vantare statistiche impensabili per gli atenei italiani – spiega Roberto Valdo Cortese, founder di Valdo Academics – Oltre il 95% dei laureati trova lavoro entro sei mesi. L'83% degli studenti della Stockholm School of Economics, per esempio, riceve un'offerta di lavoro prima ancora di essersi laureato".

Il segreto di questi numeri? Un approccio didattico che integra teoria e pratica fin dal primo giorno. Diversi istituti presenti alla fiera, come la Fontys University of Applied Sciences in Olanda o la giapponese Nagoya Commerce and Business School, prevedono percorsi in cui gli studenti entrano in contatto con le aziende già dal primo anno. Stage curricolari e programmi di apprendistato diventano parte integrante del curriculum, trasformando il percorso di studi in un'esperienza professionalizzante.

Uno dei nodi più dibattuti dalle famiglie resta quello economico. Il timore di costi proibitivi, però, secondo gli esperti di Valdo Academics è spesso frutto di una percezione distorta. "Bisogna guardare al quadro completo – chiarisce Cortese – Frequentare le migliori università olandesi costa meno di 3.000 euro l'anno di rette. Quelle inglesi possono costare dieci volte tanto, ma se allarghiamo l'orizzonte a 6-7 anni, un laureato della UCL di Londra avrà probabilmente già accumulato 4 anni di esperienza lavorativa con stipendi ben più alti della media italiana".

Anche gli Stati Uniti, spesso considerati inavvicinabili, nascondono opportunità insospettabili. Atenei come Harvard, pur con rette che sfiorano i 90.000 dollari l'anno, offrono borse di studio complete a chi proviene da famiglie con un reddito complessivo inferiore ai 200.000 dollari o per meriti sportivi. Una soglia che, tradotta in euro, abbraccia gran parte delle famiglie italiane.

Nonostante queste opportunità, l'accesso all'istruzione internazionale rimane per molti un miraggio. "Circa uno studente su due che incontriamo proviene da scuole internazionali italiane, che hanno risorse dedicate all'orientamento – osserva Cortese – Nel pubblico questo tipo di supporto è ancora carente. Eventi come questo servono proprio a rendere accessibili opportunità che possono cambiare la vita dei ragazzi".

Redazione

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