PALERMO. Monitoraggio avanzato, tecnologie all'avanguardia e un approccio integrato per proteggere il patrimonio naturalistico della Sicilia. È quanto prevede l'accordo siglato oggi tra il dipartimento regionale dell'Ambiente e l'Arpa Sicilia, con una dotazione finanziaria complessiva di 16,4 milioni di euro. A firmare l'intesa, alla presenza dell'assessore al Territorio e all'ambiente, Giusi Savarino, sono stati il dirigente generale del dipartimento, Calogero Beringheli, e il direttore generale dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, Vincenzo Infantino.
L'obiettivo dell'intervento è duplice: da un lato, rendere sistematico e approfondito il monitoraggio della biodiversità marina e terrestre dell'Isola; dall'altro, avviare azioni concrete di tutela nelle aree di maggiore pregio naturalistico, in particolare nei siti della rete Natura 2000 e nelle zone di protezione speciale.
"Con questa intesa – spiega Savarino – vogliamo rendere il monitoraggio delle aree marine e terrestri più concreto e utile per il territorio con azioni che avranno una ricaduta tangibile". Tra le innovazioni più significative, spicca l'installazione di boe intelligenti, dispositivi che svolgeranno una duplice funzione: raccogliere dati ambientali e sulla qualità del mare (come la presenza di specie aliene) e fungere da punti di ormeggio per proteggere la costa e i fondali dall'aggressione delle ancore.
Il progetto si articola su due fronti principali, in attuazione delle Azioni 2.7.1 e 2.7.2 del Programma regionale Fesr 2021-2027. Per quanto riguarda i siti Natura 2000 terrestri e le zone di protezione speciale, sono previsti il monitoraggio sistematico di habitat, specie vegetali e avifauna, l'individuazione dei fattori di rischio per le specie protette e l'aggiornamento della cartografia dei territori.
Sul versante marino, l'accordo punta a un salto di qualità tecnologico. È prevista la revisione della Banca dati Natura 2000 e la progettazione di un sistema digital twin, un gemello digitale dei siti marini costantemente aggiornato con dati in tempo reale provenienti dai sensori installati sulle boe. Il sistema consentirà di monitorare lo stato di salute delle acque, le specie più minacciate e habitat sensibili come la posidonia oceanica e il coralligeno. Particolare attenzione sarà dedicata alla foca monaca (Monachus monachus), specie fortemente a rischio, attraverso l'uso di fototrappole per il monitoraggio del suo habitat.
"Arpa – sottolinea l'assessore – ha tutto il know how necessario per svolgere questo importante lavoro di salvaguardia. I dati raccolti verranno caricati sul suo data center per elaborazioni successive che serviranno anche a programmare azioni di tutela dell'ambiente che avranno refluenze anche sulla salute". Infine, l'assessore annuncia il coinvolgimento delle università siciliane, chiamate a collaborare per affinare le strategie di protezione ambientale. A completamento del quadro, verrà realizzata la Carta della Rete ecologica siciliana, uno strumento conoscitivo fondamentale per la pianificazione territoriale e la conservazione della biodiversità.




