News - 25 febbraio 2026, 10:28

Dopo 28 anni sui fondali, la nave greca di Gela torna a “navigare”. Inaugurato il Museo dei relitti

L’assessore Scarpinato: “Risultato epocale”. Oltre cinque milioni di investimento per la struttura di Bosco Littorio che custodisce l’imbarcazione oneraria del V secolo a.C. e il suo prezioso carico

Dopo 28 anni sui fondali, la nave greca di Gela torna a “navigare”. Inaugurato il Museo dei relitti

GELA. Un viaggio nel tempo lungo 2.500 anni, tra le rotte commerciali del Mediterraneo antico e il fragore di una tempesta che, probabilmente, ne causò il naufragio. Da oggi, quel viaggio è possibile grazie all’inaugurazione del Museo dei relitti greci, sorto nell’area demaniale di Bosco Littorio a Gela, in provincia di Caltanissetta.

Il nuovo polo museale, finanziato dall’assessorato dei Beni culturali con oltre 5 milioni di euro (a valere sul Por Sicilia 2000-2006) e un successivo contributo straordinario di 480 mila euro per il ripristino degli impianti, restituisce alla collettività uno dei ritrovamenti più significativi della storia antica siciliana: i resti di una nave oneraria (da carico) scoperta nel 1988 – e recuperata tra il 2003 e il 2008 – sui fondali di contrada Bulala, a circa 800 metri dalla riva .

Il percorso espositivo si sviluppa su 4 mila metri quadrati e accoglie non solo l’imponente struttura lignea della nave, con il suo lungo paramezzale, i madieri e parte del fasciame, ma anche il ricco carico che trasportava: anfore vinarie e olearie, ceramica attica figurata di grande pregio, lucerne, coppe e oggetti della vita di bordo, tra cui spiccano uno zufolo fittile e un piccolo corredo devozionale con due are in terracotta e una statuetta di divinità femminile .

Un’attenzione particolare è stata riservata alla musealizzazione e alla narrazione. La copertura lignea dell’edificio richiama la forma di una carena rovesciata, mentre all’interno una camera immersiva e visori per la realtà virtuale permetteranno ai visitatori di rivivere le fasi del viaggio e del naufragio . Particolarmente suggestiva è l’installazione multimediale realizzata con il sostegno di Eni Mediterranea Idrocarburi, che attraverso una video-narrazione multiproiezione racconta la vita a bordo dando voce al comandante in un ideale diario di bordo .

«Il traguardo raggiunto oggi è un risultato epocale – ha dichiarato l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato – frutto di un autentico lavoro di squadra e dello slancio del governo regionale. Questo museo esalta la storia millenaria del nostro mare e l’identità siciliana. Abbiamo donato a Gela un progetto di ampio respiro, un punto di partenza per la rinascita culturale della città, che potrà diventare una tappa fondamentale per il turismo archeologico dell’Isola» .

Dietro l’apertura si cela una lunga e complessa storia di recupero e restauro. La soprintendenza di Caltanissetta, guidata da Daniela Vullo, ha curato ogni fase dell’operazione, dalla progettazione all’allestimento. I legni della nave, dopo il recupero, furono trasferiti a Portsmouth, in Gran Bretagna, presso i laboratori specializzati del Mary Rose Archeological Services, dove sono stati sottoposti a un delicato processo di desalinizzazione e consolidamento con polimeri per sostituire l’acqua ormai strutturale e preservarli dal degrado . «Il relitto greco, tragicamente naufragato 2.500 anni fa, ha finalmente raggiunto il suo porto – ha commentato la soprintendente Vullo – e oggi si offre ai visitatori restituendo identità ai luoghi e ai cittadini, eredi di una cultura millenaria» .

Il museo, che sorge non lontano dall’antico Emporio greco, sarà aperto al pubblico tutti i giorni (escluso il lunedì) con orario 9-13.30 e 15-18. Il biglietto d’ingresso è fissato a 6 euro, ma per la prima settimana l’accesso sarà gratuito, consentendo a cittadini e turisti di riscoprire un pezzo di storia che il mare aveva custodito per secoli .

Redazione

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