BARI - Riconoscere tempestivamente i campanelli d'allarme del disagio giovanile, spesso nascosti dietro comportamenti silenziosi o inespressi, e dotare gli insegnanti di strumenti chiari per segnalarli agli organi competenti. Con questo obiettivo prende il via oggi il percorso del Garante dei diritti del minore nelle scuole della Puglia, con la presentazione del vademecum "Segnali e segnalazioni del disagio minorile nella scuola inclusiva".
Prima tappa del tour formativo è l'Istituto Comprensivo 'POGGIOFRANCO-FIORE' di Bari, dove dalle 11.00 alle 12.30 i docenti incontreranno il Garante regionale Ludovico Abbaticchio per confrontarsi su uno strumento nato da un lungo lavoro interistituzionale. Seguiranno appuntamenti in tutta la regione fino a maggio: dal 'Marco Polo' di Bari al 'Davanzati Mastromatteo' di Palo del Colle, dall''Alpi-Montale' di Rutigliano al 'Volta' di Foggia, fino al 'Pertini' di Brindisi e al 'Falcone' di Copertino, per un totale di undici istituti coinvolti [citation:press].
Il vademecum non è un semplice documento, ma il frutto di un tavolo tecnico avviato il 31 maggio 2023 che ha messo attorno allo stesso tavolo Tribunali per i Minorenni, Procure minorili, Ufficio scolastico regionale, neuropsichiatria infantile e scuole del territorio [citation:press]. Un confronto durato quasi tre anni per costruire una procedura interna comune che aiuti il personale scolastico a orientarsi nel complesso mondo delle segnalazioni.
"Spesso l'insegnante è solo di fronte al disagio e può non rilevarlo, oppure non essere in grado di affrontarlo", spiega Maria Rosa Pennetta, curatrice del tavolo tecnico. Per questo il protocollo prevede che il docente segnali la situazione a un team di colleghi che verifichi il caso prima di comunicarlo al dirigente scolastico, il quale provvederà poi ad attivare i servizi sociali o le procure . Una catena virtuosa che mira a ridurre il rischio di errore nella valutazione.
Particolare attenzione è riservata alle cosiddette "zone d'ombra" del disagio minorile: situazioni ancora non conclamate, in cui i segnali sono sfumati e difficili da interpretare. Il vademecum offre ai docenti indicatori specifici per intercettare forme di vulnerabilità legate anche all'uso della rete e dei social network [citation:press], fenomeno sempre più diffuso tra gli adolescenti.
La necessità di uno strumento strutturato emerge con chiarezza dai dati: "Negli ultimi anni abbiamo visto salire i fenomeni di rilevanza penale tra minorenni soprattutto per reati violenti, legati all'uso di stupefacenti o alcolici", ha dichiarato Valeria Montaruli, presidente del Tribunale per i Minorenni di Bari. "Cresce il numero delle misure cautelari. Questo è un grosso campanello d'allarme perché registra una dilagante aggressività che non trova spazi e contenimenti. Quando interviene il tribunale è già tardi" .
Il modello punta proprio sulla prevenzione primaria. "La scuola è inclusiva quando è capace di parlare e ascoltare tutti", ha commentato Elisabetta Vaccarella, vicepresidente del Consiglio regionale. "Una scuola accogliente interviene prima che il disagio esploda in manifestazioni spesso senza via di uscita, contrastando l'isolamento nel quale si trova il minore" .
L'obiettivo finale è ambizioso: creare una comunicazione univoca, diretta ed esplicita tra tutte le parti coinvolte – scuola, famiglia, Asl, servizi sociali e autorità giudiziaria – per garantire che ogni segnale di malessere venga colto e tradotto in un percorso di supporto concreto . Un modello che il Garante Abbaticchio intende proporre anche agli altri Garanti regionali, trattandosi del primo in Italia a strutturare l'integrazione tra mondo scolastico, sociosanitario e territoriale .



