Matera – Invertire la rotta, trattenere i talenti, costruire un futuro in Basilicata. Sono gli obiettivi al centro dell'Open Week 2026 dell'Università degli Studi della Basilicata, che oggi si conclude al Campus di Via Lanera a Matera dopo le tappe di Potenza. Un'importante iniziativa di orientamento pensata per rispondere a una sfida cruciale: convincere i giovani lucani a restare.
I numeri parlano chiaro e fotografano un'emergenza: il 78% degli studenti lucani sceglie ancora di proseguire gli studi fuori regione. Un'emorragia di cervelli che priva il territorio di energie preziose e che l'Ateneo, in collaborazione con gli enti preposti, intende contrastare rendendo sempre più accessibile e competitiva l'offerta formativa locale.
In questo scenario si inserisce l'intervento del direttore generale dell'Ardsu (Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario), Giuzio, che nel corso dell'evento ha lanciato un appello chiaro: «Dobbiamo mettere a sistema tutti i servizi e le tutele del diritto allo studio. L'obiettivo è far sì che i nostri ragazzi non debbano faticare per trovare in Basilicata la qualità che cercano, ma possano contare su un sistema integrato e funzionale che li sostenga nella scelta di restare».
Una visione che punta al coordinamento delle eccellenze presenti sui due poli di Potenza e Matera, per offrire agli studenti non solo una didattica di qualità, ma anche un ventaglio completo di servizi: borse di studio, alloggi, mense, trasporti e supporto alla mobilità internazionale. «Solo così», ha concluso Giuzio, «possiamo trasformare la nostra regione in una scelta di serie A per il futuro delle nuove generazioni».
L'Open Week si conferma dunque un momento fondamentale per il dialogo tra università, istituzioni e studenti, nella convinzione che investire sui giovani significhi investire sul domani dell'intera Basilicata.




