Sanremo è diventato un vero ecosistema mediatico: talenti in gara, ospiti internazionali, talk show, contenuti social e streaming costruiscono un racconto trasversale capace di intercettare pubblici diversi. L’obiettivo non è solo l’audience, ma la massimizzazione dei ricavi pubblicitari e delle sponsorizzazioni.
I numeri confermano il peso economico dell’evento. Secondo un’analisi di EY, l’edizione 2026 ha generato un impatto complessivo stimato in 252,1 milioni di euro, in crescita rispetto ai circa 245 milioni dell’anno precedente. Oltre 1.300 posti di lavoro sono stati attivati tra occupazione diretta, indiretta e indotto. La capienza delle cinque serate è stata occupata per circa il 90%, mentre la spesa media giornaliera di ciascuno spettatore è stimata intorno ai 500 euro, considerando trasporti, alloggio e ristorazione.
Una quota rilevante dell’impatto deriva dalla filiera pubblicitaria e dalle partnership commerciali, che rendono il Festival uno degli appuntamenti più redditizi del panorama televisivo italiano, come evidenziato anche da analisi economiche riportate dal Sole 24 Ore.
Sebbene i dati ufficiali di audience 2026 non siano ancora disponibili, l’edizione 2025 può offrire un’indicazione significativa. Sul fronte musicale, l’impatto è stato notevole: i brani in gara hanno totalizzato 1,8 miliardi di stream, confermando Sanremo come uno degli eventi più influenti anche sulle piattaforme digitali.
Sanremo si conferma così non solo evento culturale e musicale, ma piattaforma industriale capace di generare valore, influenzare il mercato discografico e sostenere l’economia locale e nazionale.




