POTENZA – Una presa di posizione netta, accompagnata da una revisione profonda dell'impianto normativo. Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, è intervenuto oggi in Consiglio regionale durante la seduta straordinaria dedicata alla disciplina delle indennità differite, annunciando la sua personale rinuncia a usufruire dell'istituto previsto dalla norma e illustrando le modifiche che cambiano radicalmente l'impostazione originaria del provvedimento.
"Proprio per la natura del mio incarico e per il momento che stiamo vivendo, non intendo avvalermi di questo istituto", ha dichiarato Bardi dinanzi all'Aula, motivando la scelta con la necessità di rafforzare il legame di fiducia tra istituzioni e cittadini. Un passaggio che il presidente ha voluto fosse chiaro e senza ambiguità, sottolineando come in questa fase la priorità debba essere quella di comunicare con trasparenza verso la comunità lucana.
Nel suo intervento, Bardi ha innanzitutto inquadrato la natura del provvedimento: la Regione Basilicata, adottando il sistema contributivo per le indennità differite, non introduce un elemento di discontinuità rispetto al panorama nazionale, ma si allinea a un modello già operativo in Parlamento e nella maggior parte delle Regioni italiane, indipendentemente dal colore politico delle amministrazioni. "Sia di centrodestra che di centrosinistra", ha precisato il presidente, a dimostrazione che si tratta di uno strumento consolidato.
Tuttavia, Bardi ha riconosciuto che l'impostazione iniziale della norma presentava profili di criticità, alimentati anche da un dibattito pubblico surriscaldato dal clima pre-elettorale. Da qui la decisione di procedere con una sostanziale opera di revisione, volta a correggere gli aspetti più controversi e a restituire solidità giuridica all'intero impianto.
Le modifiche illustrate in Consiglio regionale toccano i nodi principali che avevano sollevato perplessità. Innanzitutto, viene abolita ogni forma di retroattività: le nuove regole opereranno esclusivamente per il futuro, senza effetto sugli anni precedenti. In secondo luogo, è stato rimosso qualsiasi collegamento con il fondo istituito dalla legge regionale n. 37 del 2017, eliminando possibili sovrapposizioni e chiarendo definitivamente la destinazione delle risorse.
Il nuovo impianto normativo, ha spiegato Bardi, poggia su basi oggettive e verificabili. L'adesione al sistema sarà facoltativa e subordinata a versamenti volontari effettivi da parte degli interessati. La decorrenza del beneficio è fissata al 2029, mentre il diritto potrà maturare esclusivamente al compimento del sessantacinquesimo anno di età. Requisiti stringenti che, nelle intenzioni del presidente, sottraggono il tema alle strumentalizzazioni e riportano il confronto su un piano di trasparenza.
"Le istituzioni si rafforzano quando sanno correggere ciò che non è sufficientemente chiaro e quando pongono rimedio con responsabilità", ha concluso Bardi, auspicando che questo passaggio consenta di superare le tensioni in nome del rispetto verso l'Aula e verso la Basilicata. Un richiamo al senso di responsabilità collettiva che chiude un capitolo controverso e apre la strada a una disciplina più chiara e condivisa.




