Sanremo non è solo gara, è anche memoria. In un'edizione del Festival che si preannuncia ricca di musica e spettacolo, la FIPI (Forum Internazionale della Proprietà Intellettuale) ha deciso di accendere i riflettori su tre figure che hanno scritto pagine indelebili della storia musicale italiana. Lontano dalle dinamiche competitive dell'Ariston, l'ente conferirà le sue riconoscenze ufficiali a Mario Luzzatto Fegiz, Tony Renis e Mario Volanti, tre protagonisti assoluti che, ciascuno nel proprio campo, hanno contribuito a costruire le fondamenta dell'industria discografica nazionale.
L'iniziativa, promossa con forza da Francesco Caroprese, vicepresidente dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti , nasce da un desiderio personale e "viscerale" di ringraziamento verso chi ha dedicato una vita alla musica italiana. "Un atto dovuto", lo definiscono dalla FIPI, per celebrare non solo il talento artistico, ma anche il lavoro intellettuale e imprenditoriale che ha reso grande il nostro Paese nel mondo. La cerimonia di consegna, volutamente intima e riservata, si terrà nel corso della settimana sanremese e rappresenterà un momento di alto profilo culturale lontano dai riflettori della gara canora.
A rendere ancora più prezioso il tributo saranno i premi realizzati appositamente dal maestro orafo Michele Affidato, orafo ufficiale del Santo Padre, Papa Leone XIV . Affidato, che da anni firma anche i premi speciali del Festival come il prestigioso "Premio della Critica Mia Martini", ha creato tre opere uniche destinate ai tre insigniti. La sua presenza suggella il legame tra l'artigianato artistico d'eccellenza e il mondo della musica, in una sinergia che unisce bellezza e memoria.
Il primo riconoscimento andrà a Mario Luzzatto Fegiz, storico critico musicale del Corriere della Sera. Classe 1947, firma illustre del giornalismo italiano, Luzzatto Fegiz segue il Festival di Sanremo da oltre cinquant'anni, sin dai tempi della sua assunzione nel 1971 per volontà del direttore Giovanni Spadolini . Inviato speciale, personaggio televisivo (noto al grande pubblico anche per la conduzione di "Mister Fantasy" negli anni Ottanta) e autore di saggi fondamentali come la biografia su Luigi Tenco, rappresenta la memoria critica della canzone italiana. La sua capacità di raccontare la musica con competenza e indipendenza lo ha reso un punto di riferimento per generazioni di lettori .
Accanto a lui, sarà premiato Tony Renis, icona assoluta della musica leggera. Classe 1938, Renis è molto più di un cantante: è un autore, produttore e talent scout di fama internazionale. Il mondo gli deve successi senza tempo come "Quando quando quando" e "Grande grande grande", quest'ultima portata al trionfo da Mina e successivamente reinterpretata da artisti del calibro di Shirley Bassey e Céline Dion . Trasferitosi negli Stati Uniti, Renis ha frequentato leggende come Quincy Jones e Frank Sinatra, diventando un ambasciatore della canzone italiana nel mondo. Ha vinto un Golden Globe e ottenuto una candidatura all'Oscar per "The Prayer", e nel 2004 ha ricoperto il ruolo di direttore artistico del Festival di Sanremo . La sua carriera, costellata di successi e riconoscimenti ufficiali – tra cui il titolo di Ambasciatore della Canzone Italiana conferitogli dal Ministero degli Esteri – incarna il genio creativo italiano capace di conquistare i mercati globali.
Il terzo premio è destinato a Mario Volanti, fondatore e editore di Radio Italia solomusicaitaliana. Una scommessa visionaria, la sua, nata nel 1982 quando decise di creare un'emittente che trasmettesse esclusivamente musica italiana, in un'epoca in cui le radio puntavano quasi esclusivamente sui successi internazionali . In molti lo diedero per matto, ma Volanti, musicista e cantante lui stesso, portò avanti la sua idea con ostinazione. Oggi Radio Italia è un sistema multimediale che conta milioni di ascoltatori al giorno, un concertone in piazza Duomo a Milano diventato appuntamento fisso e un ruolo centrale nel lancio e nella promozione degli artisti italiani . La sua storia imprenditoriale dimostra come la passione per la musica possa trasformarsi in un progetto culturale di successo, capace di resistere alle mode e ai cambiamenti del mercato.
L'iniziativa della FIPI si pone come un punto fermo di rispetto e un atto di giustizia culturale. In un'epoca di rapido consumo e di fugaci successi digitali, ricordare chi ha costruito l'identità musicale del nostro Paese significa gettare semi per il futuro. Tre generazioni, tre modi diversi di vivere la musica – la critica, l'arte e l'imprenditoria – si incontrano a Sanremo per ricevere un grazie ufficiale, sincero e sentito da parte di chi oggi opera nella tutela della proprietà intellettuale. Un messaggio chiaro: senza memoria non c'è futuro, e senza chi ha gettato le fondamenta non esisterebbe l'industria musicale che conosciamo oggi.




