News - 17 febbraio 2026, 09:28

Formazione nelle PMI del Sud, dalla transizione una sfida per la Basilicata

Il Ministero delle Imprese stanzia 50 milioni di euro per aggiornare le competenze dei lavoratori nelle piccole e medie aziende del Mezzogiorno. Il presidente Bardi: "Investire sulle persone per governare il cambiamento e proteggere il lavoro"

Formazione nelle PMI del Sud, dalla transizione una sfida per la Basilicata

POTENZA - Cinquanta milioni di euro per trasformare la transizione ecologica e digitale da sfida incombente a opportunità concreta. È la dotazione del nuovo bando promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, firmato dal Ministro Adolfo Urso, destinato a sostenere la formazione del personale nelle piccole e medie imprese del Sud Italia. Un provvedimento che, nelle intenzioni del governo, punta a rafforzare la competitività del tessuto produttivo meridionale aggiornando le competenze dei lavoratori sui temi cruciali dell'innovazione e della sostenibilità.

Per la Basilicata, regione a forte vocazione industriale, l'iniziativa rappresenta una chance di rilievo. Il presidente della Regione, Vito Bardi, accoglie con favore lo stanziamento, sottolineando come "l'investimento sulle persone" sia prioritario rispetto a quello sulle tecnologie. "Questi fondi – commenta Bardi – sono una boccata d'ossigeno e una sfida che la Basilicata è pronta a cogliere. In una fase di profondo cambiamento industriale, aggiornare le competenze significa proteggere il lavoro e rendere le nostre aziende più competitive sui mercati internazionali".

Il bando tocca settori strategici per l'economia lucana. Un'attenzione particolare è riservata alla filiera dell'automotive, che assorbirà il 40 per cento delle risorse complessive. Un dato che il governatore lucano legge in stretta connessione con il polo produttivo di Melfi e il suo indotto, chiamati ad affrontare le sfide della mobilità sostenibile. Ma le opportunità si estendono ad altri comparti in cui la Basilicata esprime eccellenze: dall'aerospazio all'energia, dall'ambiente al turismo, fino all'industria della creatività e della cultura.

L'agevolazione si configura come un contributo a fondo perduto che copre il 50 per cento delle spese ammissibili, con una premialità che può arrivare fino al 70 per cento per i progetti che coinvolgono imprese localizzate in più regioni del Mezzogiorno. Gli importi per singola iniziativa variano da un minimo di 10.000 a un massimo di 60.000 euro. "Non stiamo parlando solo di macchinari, ma di conoscenza – prosegue Bardi –. Permettere a una piccola impresa di formare i propri dipendenti su biotecnologie, intelligenza artificiale o tecnologie pulite significa dare forza a chi ogni giorno sfida la crisi con coraggio e visione".

I percorsi formativi, della durata massima di un anno, dovranno essere erogati da soggetti qualificati e indipendenti all'interno delle sedi aziendali site nel Mezzogiorno. Tra le spese rimborsabili rientrano non solo i compensi dei formatori e l'acquisto dei materiali didattici, ma anche il rimborso delle ore di lavoro che i dipendenti dedicheranno effettivamente alla formazione.

Le domande potranno essere presentate esclusivamente attraverso lo sportello online di Invitalia a partire dal 21 aprile e fino al 23 giugno 2026. "Invito tutti i nostri imprenditori, i consulenti e le associazioni di categoria a studiare attentamente questo bando – conclude il presidente della Regione Basilicata –. La Regione farà la sua parte per accompagnare il tessuto produttivo in questo percorso. La transizione non si subisce, si governa con la preparazione e l'innovazione".

Redazione

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