MILANO – Negli ultimi mesi il dibattito intorno al real estate di Dubai si è intensificato, alimentato da timori di una possibile bolla immobiliare. L'analisi dei dati aggiornati al 2026, tuttavia, dipinge uno scenario differente: quello di un mercato in fase di maturità, sostenuto da fondamentali economici solidi e da una domanda reale, ben lontano dalle dinamiche speculative che hanno caratterizzato cicli passati .
A tracciare il quadro è Gabetti Middle East, primo gruppo immobiliare italiano presente negli Emirati Arabi Uniti, che ha promosso un roadshow dedicato alle opportunità di investimento a Dubai e nel nascente emirato di Umm Al Quwain. Gli incontri si terranno il 20 febbraio a Milano (NH Collection, via Colleoni 14, ore 18:30) e il 23 febbraio a Roma (Anantara Palazzo Naiadi, piazza della Repubblica 48, ore 18:30), due piazze chiave per gli investitori italiani che guardano con interesse al mercato mediorientale.
A sostenere la fase di espansione del mercato è innanzitutto la crescita strutturale della popolazione residente, che nel 2025 ha superato i 4 milioni di abitanti – quasi il doppio rispetto al 2010 – con previsioni ufficiali che indicano il raggiungimento di circa 5,8 milioni di residenti entro il 2040 . A ciò si aggiungono l'afflusso costante di expat e investitori internazionali, un quadro normativo sempre più rigoroso e un'economia diversificata in cui il settore non petrolifero rappresenta oltre il 77% del PIL.
Il mercato immobiliare di Dubai opera oggi all'interno di un sistema fortemente regolamentato, che prevede conti deposito a garanzia obbligatori per i progetti off-plan (oltre il 50% delle transazioni) e un controllo costante da parte del Dubai Land Department . Questi elementi contribuiscono a ridurre significativamente il rischio sistemico, mentre i tassi di occupazione superano l'85% nelle principali aree residenziali e i rendimenti medi si mantengono tra il 6% e l'8% – livelli superiori a molte grandi capitali europee e asiatiche .
"Il mercato immobiliare di Dubai non è un ciclo speculativo, ma un processo di consolidamento di un mercato ormai maturo – dichiara Antonio Lanari, Chief Financial Officer di Gabetti Middle East – che continua ad attrarre capitali internazionali grazie a rendimenti competitivi, stabilità normativa e prospettive di sviluppo di lungo periodo".
Particolarmente interessante è il confronto con i grandi mercati globali: a Dubai il rientro dell'investimento tramite affitti avviene in meno di quindici anni, contro i venticinque-quarant'anni richiesti in città come Londra, Parigi, New York o Monaco. Nel segmento prime, inoltre, i valori al metro quadro restano inferiori del 40-60%, con prezzi medi che si collocano tra i 2.500 e i 4.000 euro/mq.
Accanto a Dubai, sta attirando un interesse crescente da parte degli investitori europei l'emirato di Umm Al Quwain, grazie a un posizionamento ancora competitivo con valori medi fino al 50% inferiori rispetto alla metropoli vicina, e a un contesto naturale e infrastrutturale in forte sviluppo . Il lancio di progetti ambiziosi come Downtown UAQ, una "città nella città" da 25 milioni di piedi quadrati con 11 chilometri di costa e 7 chilometri di spiaggia incontaminata, testimonia la vitalità di questo nuovo polo di attrazione .
Le prospettive per il biennio 2026-2027, secondo gli analisti, indicano una crescita più moderata dei prezzi, stimata tra il 4% e il 6%, coerente con una fase di consolidamento del ciclo immobiliare . Una maturazione che premia gli investitori selettivi, orientati al lungo termine, più che i cercatori di facili plusvalenze.
Per partecipare agli incontri di Milano e Roma è possibile registrarsi al link: https://www.gabettimiddleeast.com/roadshow-citi-developers-20-23-febbraio-2026/. Nel corso degli appuntamenti verranno presentati alcuni progetti urbanistici sviluppati da City Developers, tra gli sviluppatori più innovativi della nuova generazione negli Emirati, e le soluzioni di investimento selezionate per il mercato italiano.




