News - 13 febbraio 2026, 12:23

Frana di Niscemi, Schifani consegna i primi alloggi e vara il decentramento: «Il sindaco soggetto attuatore, così si accelera»

Sedici appartamenti Iacp pronti per le famiglie sfollate, tre già a Niscemi. Il presidente salta la Bit e resta in città: pranzo con i cittadini nella palestra Pio La Torre. Istituito un fondo da 558 milioni per l’emergenza

Frana di Niscemi, Schifani consegna i primi alloggi e vara il decentramento: «Il sindaco soggetto attuatore, così si accelera»

NISCEMI. Lontano dalla ribalta della Bit di Milano, tra le macerie e il fango di una comunità ferita. Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha scelto di trascorrere la giornata a Niscemi, dove la frana del 30 gennaio ha sconvolto il tessuto urbano e la vita di decine di famiglie. Non un gesto simbolico, ma una full immersion operativa: sopralluoghi, riunioni in prefettura, la consegna materiale dei primi alloggi per gli sfollati e un pranzo consumato nella palestra Pio La Torre, oggi trasformata in rifugio e punto di ascolto per la cittadinanza.

«Oggi avrei dovuto essere alla Bit – ha spiegato Schifani – ma ho ritenuto più importante stare qui, accanto alla gente di Niscemi. Non solo per portare vicinanza, ma atti concreti». E i fatti, nel corso della mattinata, hanno preso forma: sedici alloggi di proprietà dello Iacp di Caltanissetta sono stati ufficialmente messi a disposizione del Comune per ospitare gli sfollati. Tre si trovano nello stesso territorio di Niscemi e saranno consegnati entro quindici giorni, dopo alcuni interventi di adeguamento. Gli altri tredici sono distribuiti tra Gela (sei), Mazzarino (quattro) e Butera (tre), con tempi di consegna stimati in trenta giorni.

Il cuore dell’intervento regionale, però, non è solo abitativo. Con i provvedimenti firmati dal presidente, il sindaco Massimo Conti è stato nominato soggetto attuatore per le misure previste dall’ordinanza nazionale di Protezione civile. Una scelta che Schifani definisce «di decentramento amministrativo»: sarà il primo cittadino, infatti, a gestire in autonomia l’erogazione dei contributi destinati alle famiglie, fino a 900 euro mensili per l’autonoma sistemazione, e a individuare gli aventi diritto.

«Fare squadra con le istituzioni locali – ha sottolineato Schifani – è il mio metodo per ottenere risultati concreti. Decentrare le competenze significa velocizzare le risposte a chi ha bisogno». Accanto a lui, nel palazzo del municipio, il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina, il coordinatore delle emergenze Duilio Alongi, il viceprefetto Ferdinando Trombadore e i rappresentanti delle forze dell’ordine e dell’Esercito. Una task force che da oggi avrà una base operativa permanente proprio a Niscemi: nella sede distaccata dell’ufficio del commissario per l’emergenza, personale regionale e della Protezione civile forniranno assistenza ai cittadini per ogni pratica legata ai danni e ai rimborsi.

Il pacchetto di misure si inserisce in una strategia più ampia annunciata nella giornata di ieri. Il governo regionale ha infatti istituito un fondo straordinario da 558 milioni di euro, destinato non solo alla frana di Niscemi ma anche agli interventi conseguenti al ciclone Harry. Le risorse, provenienti dalla programmazione complementare del fondo di rotazione Fesr e Fse 2021-2027, sono state rese disponibili dopo la revisione di medio termine e si sommano ai 93 milioni già stanziati in via immediata.

Il nuovo plafond servirà a rendere strutturali le misure di sostegno: messa in sicurezza del territorio, ripristino delle infrastrutture viarie e rete idrica, aiuti a imprese e attività commerciali danneggiate. Una boccata d’ossigeno per un territorio che non chiede solo solidarietà, ma risposte definitive.

La giornata di Schifani si è chiusa lontano dai palazzi. Dopo la visita al campo base dei vigili del fuoco impegnati nella zona rossa, il presidente ha raggiunto la palestra Pio La Torre, dove da giorni le famiglie sfollate trovano accoglienza e un pasto caldo. Qui, seduto accanto ai cittadini, ha condiviso il pranzo. Un gesto che vale più di molte dichiarazioni.

Niscemi continua a convivere con la paura e il disagio, ma da oggi sa di non essere sola. E sa, soprattutto, che le promesse hanno iniziato a trasformarsi in alloggi, contributi, cantieri. La ricostruzione, materiale e morale, è appena cominciata.

Redazione

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