Il gruppo automobilistico italofrancese ha annunciato svalutazioni per 22 miliardi di euro nel 2025, legate alla revisione della propria strategia sull’elettrico. Le dichiarazioni fatte dal neo Amministratore Delegato Antonio Filosa, in carica da giugno, hanno provocato un crollo delle azioni in Borsa mai registrato nella storia del gruppo. Il titolo è precipitato fino al -25% a Milano, bruciando oltre 5 miliardi di capitalizzazione.
“Gli oneri annunciati oggi riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica”, ha spiegato Filosa, riconoscendo che questa impostazione aveva progressivamente allontanato il gruppo “dalle esigenze e dai desideri reali di molti acquirenti di autovetture”. “Oggi abbiamo presentato una ristrutturazione decisiva per la nostra crescita futura: si tratta di cambiamenti necessari e decisivi, che stanno già iniziando a mostrare segnali di ripresa in relazione al secondo semestre 2025”.
Infatti, nonostante le svalutazioni dovute al cambio in corsa con nuove strategie di motorizzazione, che ha portato alla cancellazione di modelli e programmi senza prospettive di redditività, Stellantis punta a un riposizionamento aziendale che già nel secondo semestre 2025 ha visto i primi risultati, producendo comunque una robusta liquidità industriale di circa 46 miliardi a fine 2025, pari al 30% dei ricavi netti preliminari. Nel quarto trimestre le consegne consolidate hanno raggiunto 1,5 milioni di veicoli, in crescita del 9% su base annua, trainate soprattutto dal Nord America, dove l’aumento è stato del 43%, in salita anche in Medio Oriente e Africa, Cina e India e Asia-Pacifico. Un risultato parzialmente compensato da un calo nel mercato europeo (26 mila in meno, pari al -4% su base annua), per l’effetto combinato di un mercato dei veicoli commerciali leggeri in contrazione e di pressioni competitive.
Il punto
La sfiducia del mercato sulla redditività della transizione energetica sta mettendo sotto scacco l’intero settore automobilistico europeo, a partire dal crollo di Volvo Cars, che ha trascinato Volkswagen, Bmw e Mercedes Benz la scorsa settimana.
Nota
Si auspica che il 2026 sia l’anno della normalizzazione per un settore in sofferenza, con un mercato elettrico che cresce a rallentatore. “Nel 2026, non vediamo l’ora di condividere tutti i dettagli della nostra nuova strategia durante l’Investor Day del 21 maggio”, conclude Antonio Filosa.




